Profil de Carlo...Pepe e sale...PhotosBlogListesPlus Outils Aide

Blog


25 septembre

Friday Night Fever!

È finita l’Estate, e con lei purtroppo anche i deliranti post marini. Ma le vacanze non ancora, almeno per me, quindi l’ordine del giorno rimane il “Divertirsi, Sempre e Comunque”, che poi è anche quello della mia vita. Lasciando stare l’università, visto che ho fatto un test attitudinale di inglese oltre i limiti dell’indecenza. In questi giorni, di casini ce ne sono stati troppi. La cena di (ex) classe del Lunedì, alla quale sono voluto andare per onor di firma e dalla quale sono uscito malissimo, sia perché ho scoperto che ci si doveva iscrivere a lingue il giorno dopo, sia perché la Salsiccia e patate che fanno al MareLuna sono il penultimo passo verso la lavanda gastrica. L’iscrizione del Martedì, dopo essermi addormentato all’1.30 per aver fatto con la Salva e con la Sara un Bologna-Pianoro-Bologna by night, per riaccompagnare a casa la Stefania. Mi sono svegliato alle 8, ed è stato un suicidio. Aver sentito la mattina (min.) 5 persone perché le iscrizioni via internet saranno anche comode, ma non ci si capisce una mazza. Ragion per cui, molto meglio fare tutto “a manazza” (cit.). La susseguente amichevole, persa la sera stessa vs Trebbo, dove Tommy Vitale già da un paio d’anni decolla dal tiro libero e fa i 360° come ridere. Vedendo la faccia che si ritrova, secondo me un motivo c’è. Oltre a questo, Mercoledì e Giovedì persi non mi ricordo come, dicendo che avrei aperto il libro per questo cazzo di test, sapendo di sparare una balla contemporaneamente al momento in cui l’avevo pensata. Se non altro grazie al Gabbo da S.Lazzaro mi sono preso le migliori canzoni dei Deep Purple, e sebbene non c’entri nulla questo era già qualcosa. Altra amichevole vs S.Pietro in Casale, alle 10 di sera (leggi:22!) e altra sconfitta. Però, 30 rimbalzi in 2 amichevoli… Tranquilli ragazzi, andiamo in D lo stesso. “3 Volte.” Mission Impossible IV. Ieri mattina ero sfattissimo, quasi schizofrenico: segno inequivocabile della mia tensione? La perdita completa di buzza alcolica estiva, alla quale mi ci ero fraternamente abituato. Meno male che stasera l’ho ritrovata. Senza non saprei più come fare, perché “se non c’è bazza, non c’è buzza.” La regola è quella, ed è ineccepibile. Ed ineccepibile è stata la serata. Voto 7.5. Aspettando le foto di Rick, dettaglio.

 

Stremato psicologicamente dal fottuto test, mi ritrovo a parlare con il buon Gabbo Benedetti via Msn, cui contatto era stato preso (ma come?) un paio di giorni prima. “Dovresti vedere cosa fa Brini stasera…” “non ne ho idea” “si vende all’asta!” Pensavo di aver capito male. Ma figurati. In pratica, per motivi sostanzialmente concernenti la beneficenza, ragazzi e ragazze della parrocchia si sarebbero “venduti” ai/lle tipi/e della parrocchia stessa, e avrebbero poi chiacchierato al tavolo del miglior offerente. Dinne un’altra. ”Suona un gruppo jazz-blues.” Interessante, non solo perché mi piace il genere, ma vista anche la mia estate metallica. Come sempre, ma quest’anno a ritmo molto alto. Però non basta. Dinne un’altra. “Si mangia.” “Gratis?” “Quasi.” “Quando?” “Alle 20.00.” “A dopo.”

 

Avviso Brini che ci sarei stato anche io. Alle 19.45 da lui, ci avrebbero poi raggiunti i vari Luppi, Venni, e Paradisi. Rick è vestito in camicia nera fascista, solo leggermente compensata dal pantalone bianco (che però fa molto gobbo), ma soprattutto dalle scarpe nere col Tricolore di Dolce e Gabbana: nonostante il look, con cui si notava la chiara appartenenza alla sua “Terra Madre” (cit.), è infatti bene ricordare come quei 2 siano omosex. E questo compensava la camicia, perché 2 stilisti froci e famosi sono una cosa che Mussolini non poteva tollerare. Lasciamo stare, ognuno si veste come vuole, ma “chissà cosa dirà la Giulia” (cit.). Ma è un gioco. Si spera, ecco. Le cazzate si sprecano, e al grido di Luppi (quest’anno spacco tutti con la Ghepard), che testimoniava l’apogeo delle medesime, arriviamo a S.Paolo.

 

Entriamo, e davanti ai nostri occhi si spalanca un baraccone adibito alla pesca. Rick spreca 1€ per una “serie”; ne verrà fuori una macchinina da consegnare al fratello di Paradisi. Paradisi non solo rifiuta sdegnato, ma poco dopo mostrerà pure la sua pochezza tecnica a calciobalilla, il che lo renderà un possibile outsider della serata. Si conosce un po’ di gente, tutti compagni di classe dei quattro, si sprecano foto su video mentre Zanna e Pappucci fingono di lavorare come camerieri: il servizio è economico ma lascia a desiderare, Monta trinca e fuma come Barney mentre Gabbo riuscirà a sorseggiare birra quando oramai tutti eravamo al gelato. Ma ho pagato?

Paradisi insiste, parlando di racchettoni e tirando fuori un argomento caro al Brini. “Ma quel Rudi è un ballaro!” “Dice di essere arrivato 4° a un torneo Vision…” “Ma non era arrivato 4° ai mondiali?”

Rudi è un’icona del cervese, più o meno venerata, che però è riuscito a stare con la Chiara. Conoscendola, impresa impossibile. Appunto per questo, ai più non è sembrata una grande idea regalarle un casco da minatore con luce incorporata. Infatti. “Ottima idea.” (cit.). Sull’argomento ce ne sarebbero delle altre, se le sapessi. Peccato.

Il gruppo già citato jazz-blues è composto da un tot di elementi, fra cui spunta un’immagine familiare. È il buon Giamma, che si è messo a fare il percussionista da qualche mese e adesso assola di brutto fra i brani stile Blues Brothers. All’inizio non ci volevo credere, spero solo che faccia il doppio lavoro perché non può lasciare il posto da lead singer dei Black Bulldog. Non manca il tocco di femminilità, in questo caso rappresentato dalla Giappo e la Ceci, che però perderò poco dopo. Atmosfera apprezzabile, come sempre, e voto 8. Anche perché bisogna provare a far stare 11 persone su un palco parrocchiale, oltre a suonare pezzi del genere.

 

 

 

 

never know how much i love you
never know how much i care
when you put your arms around me
I give you fever that's so hard to bare

you give me fever
when you kiss me
fever when you hold me tight
Fever
In the morning
Fever all through the night

Sun lights up the day time
moon lights up the night
I light up when you call my name
and you know i'm gonna treat you right

you give me fever
when you kiss me
fever when you hold me tight
Fever
In the morning
Fever all through the night

Everybodies got the fever
That is somethin you all know
Fever is'nt such a new thing
Fever start long ago

Romeo love Juliet
Juliet she felt the same
When he put his arms around her
He said Julie baby your my flame

Now give me fever
When were kissin
Fever with that flame in you
Fever
I'm a fire
Fever yeah i burn for you

Captain smith and pocahontas
had a very mad affair
When her daddy tried to kill him
She said daddy oh don't you dare

He gives me fever
With his kisses
fever when he holds me tight
Fever
I'm his misses
Daddy won't you treat him right

Now you listened to my story
Here's the point that i have made
Chicks were born to give you fever
Be it fair and have a sense of game

They give you fever
when you kiss them
Fever if you really learned
Fever
Till you sizzlen
But what a lovely way to burn

But what a lovely way to burn
But what a lovely way to burn
But what a lovely way to burn


 

 

 

 

Lo stesso Zanna ci annuncia che il gruppo è stato pagato con il solo vitto: ammiro Giamma, perché ha uno sfrenato amore per la musica. Intanto al tavolo stiamo degenerando, troppe Heineken (aoh… non si poteva pretendere una Salvador…) sparse sul tavolo, qualcuno -a caso- tira giù Santi e Madonne dove chiaramente non aveva giurisdizione e finalmente l’asta, dove tutti, persino un travone 50enne inguardabile e spacciato per una “donna di facili usi e costumi” (cit.) di nome Samantha viene preso per 14 sacchi. Il gran finale è illusorio, perché vengono presentati Brini assieme al Monta e ad altri due. Risultato:-“5 centesimi e 3!” (cit.). Scandalo. Non si può più dire clamoroso al Cibali perché adesso è il Massimino, ma il concetto rimane quello. Giulietta, hai fatto un affare. Tu l’hai preso gratis.

 

La serata in pratica si conclude qui, anche perché non tutti volevano fare dei km alle 23.30 per prendere una crépe. Rick deve studiare latino, benché la Denise l’avesse aiutato in minima parte a ripassare il verbo sum (…) e assieme a lui se ne vanno gli altri 3. Io e altre ragazze restiamo in loco, si disquisisce un po’ con loro e infine si va a salutare il Rock’n’Roll man (Giappo… Ceci… dov’eravate..?). I discorsi sentimentali con Gabbo e Pappucci la serata la chiudono definitivamente. Anche in teoria. “Luppi va con le dodicenni.” “Sapessi al mare da noi.” “A me Luppi ha detto che la sua tipa faceva i castelli di sabbia.” Gente, non me ne frega niente se avete il coprifuoco, e neppure il fatto che questa sia stata una festa parrocchiale. Queste cose bisogna farle più spesso, Ricky lo sai anche tu. Intanto vi ringrazio moltissimo, come è doveroso che sia... Ma la prossima volta Francesco deve portare secchiello, paletta e 20 punti di media/partita, Venni anche solo 4, basta che siano quelli che facciano vincere la Ghepard, e Paradisi lo scalpo di Rudi, magari ai Master Series del Beach Stadium cervese. Alla prossima. Carlitos.

15 septembre

Last weekend...

Ciak, si ricomincia. Per l'ennesima volta. La cappa di caldo e di smog che ricopriva Bologna d'estate ormai non c'è più, al posto del caldo tra un po' verrà la nebbia e temporali di sempre più lunga durata si abbatteranno sulle strade. Finiranno tra un po' anche i giorni per i quali potevo stare a letto fino alle 10, dopo essermi addormentato alla mezza perchè 40 min. prima avevo finito l'allenamento. Orari di merda. Ho delle occhiaie granitiche, devo fare la patente, i miei con l'aggiunta (oserei dire utile e preziosa... mmm?) di mia cugina rompono per l'Università, l'mp3 è in stato di shock un po' come mio fratello quando mi ha visto fare i video dei Simpson, ho rotto il lettore... Ok, dovrei pensare anche un po' alle cose serie. Ma il mio cervello e la mia voglia di fare non possono arrivare a tanto. Grazie al mio savoir faire, sono riuscito a convincere mio padre a riportarmi giù per tre giorni, da sabato a martedì mattina. Inutile dire che sono stati spettacolari. Panjghjna, festa della Linda e festa di Ricky. Non avendo di meglio da fare, mi metterò a raccontarli.
 
Sabato. Panjghjna, detta Paniga, discoteca all'aperto stile Single frequentata da tutta la gioventù romagnola che prende il nome dalla frazione dov'è ubicata. Io odio le discoteche, non perchè non siano dei bei posti, ma perchè qui a Bologna me le han fatte odiare. Qui, in 8 locali su 10, se non hai camicia, jeans e addosso un totale minimo di 300€ ti puoi sognare di entrare. Non che a Milano Marittima sia poi diverso, dove la statistica assume i connotati di una frazione impropria. Però è un posto che pare piaccia a tutti quelli del bagno, le donne han sempre spinto per portarmici, e la Chiara in una telefonata a Maggio era riuscita a farmi sfociare in un discorso per il quale "la Panjghjna è come Woodstock". Parole magiche. Non ci credevo minimamente. Però, se la mettete così...
Quella sera, eravamo "io, te, la Fra Cavallini (detta Bruno, chi la conosce sa il perchè) Toto, Fra Turro e Fra Mesto." Avremmo poi visto Doci, la Lucia e altri volti semi-noti. All'andata sono in macchina con Br... con la Fra e suo padre, con cui si intavolano discorsi scolastici. Non è neanche antipatico, chissà da chi ha preso sua figlia/o... Io ero in classico completo anni '70, e gli altri con maglietta e jeans andanti del valore totale massimo di 70€. L'entrata prometteva benissimo, solo 11€. Prezzo per cui il Single andrebbe in bancarotta. Prometteva meno bene il buttafuori 40enne che continuava a spingere me e Toto, palpandomi e accusandomi di spingere. Imbecille. Del resto, fa il buttafuori in Romagna. C'è sempre di meglio. In qualche modo entriamo, la disco si suddivide in 4 sale: commerciale, rock, "truzza" e afro. La presunta Woodstock si riferisce al giardino dove i ragazzi nel nome dell'edonismo e della non-violenza fumano e bevono. Balliamo o comunque ci proviamo prima alla commerciale e poi alla Rock, dove dopo Rolling e Kurt scatta il Pogo sulle note delle Ska-P. Il valzer dell'operaio...
 
 
 
Orgulloso de estar entre el proletariado
es difícil llegar a fin de mes
y tener que sudar y sudar
"pa" ganar nuestro pan.

Éste es mi sitio, ésta es mi gente
somos obreros, la clase preferente
por eso, hermano proletario, con orgullo
yo te canto esta canción, somos la revolución.

¡SI SEÑOR!, la revolución,
¡SI SEÑOR!, ¡SI SEÑOR!, somos la revolución,
tu enemigo es el patrón,
¡SI SEÑOR!, ¡SI SEÑOR!, somos la revolución,
viva la revolución.

"Estyhasta" los cojones de aguantar a sanguijuelas,
los que me roban mi dignidad.
Mi vida se consume soportando esta rutina
que me ahoga cada día más.

Feliz el empresario, más callos en mis manos
mis riñones van a reventar.
No tengo un puto duro, pero sigo cotizando
a tu estado del bienestar.

¡RESISTENCIA!

 

Canzone e album da perderci la voce, come effettivamente accadde quella notte. In precedenza, Mesto ci voleva far credere di conoscere e di essere andato con una cubista ("lì, nel mezzo", cit.) e Turro si era distinto per una danza stile Shakira, che però avrebbe fatto felice pochissimi ("Turro? Facciamo un racchettone?" cit.). Beviamo alla nostra estate con della gran birra (compresa nel prezzo... Single, dove sei..?), ci perdiamo verso le 2, chiamiamo tutti i dispersi e in qualche modo torniamo a casa verso le 3.30 con il "babbo" della Kia. Quella dev'essere una ragazza speciale. Una serata da 8, in discoteca... che mi ha fatto riscoprire il fascino del fare casino, e di divertirsi tutti insieme... Sinceramente, non l'avrei davvero mai detto. "Alla faccia del cazzo." (cit.)
 
Domenica. Sonntag. "Geburtstag, und Lindafest". Il crucco, in fondo, non è casuale. Al posto di Heidi c'è lei (che comunque è l'opposto), e al posto dei prati verdi ci sono le pannocchie. Che saranno tra l'altro uno dei molteplici regali. Andiamo scortati dal padre della Giulia fino a Savio, e in mezzo alla campagna cervese dopo 20 min. finalmente si erge una casa. Veramente bella e accogliente, solo che se sei alto 2 metri ti devi piegare per starci, e non è una rottura da poco. Meno male che sono 1.95. A parte questo (piccolo) dettaglio, la musica proponeva System e Korn in continuità, mentre la cena (dove per nonnismo sono stato posto a capotavola) bis di primi, "salciccia" (cit. nonnesca, per l'appunto), macedonia e torta. Io non posso stare vicino a Santi e a Mesto, comunque. "Kebaaaab? Kebaaaaab?" "Kebab, kebabbari, kebab... Turro? Ciao Red! Giochiamo a pack-in-your-ass!!" No, non ce la faccio. "Riccioli.. ha poteeeere! Ha le mani sensuali e poi sono anche più abbronzate le mani, è stato a Formentera..." In seguito battaglia di olive, pogo quasi a ripetere le gesta della sera precedente, e poker. Ma non un poker qualsiasi, purtroppo. Lo strip-poker più casto della storia del gioco. Regole: quando perdi, tiri via qualcosa che stai indossando in quel momento. E sarebbero quelle normali. Il problema è quando giochi con una trentina di braccialetti, collanine e robe varie, e pure chiavi, portafoglio e cellulare sono compresi nel prezzo. Io e Santi rubiamo e Bariamo che "al confronto Foggia è in Sicilia" (cit. oscena), ma così gioco forza perde sempre un maschio, in questo caso Toto. Il piano per attaccare le componenti femminili del gruppo svanisce quasi subito. Aspettiamo fuori Leali, "onnipotente, onnipresente e onnisciente sul fumo", ipotizzando che lui e il suo motore dovrebbero venire giù dall'Adriatica avvolti da una coltre di fumo stile nuvola Fantozzi, et visibile per km 12.3. Quella sera però non era in palla, era a 1/20 della sua potenza. Finì praticamente lì, perchè la Giulia ha il coprifuoco prestissimo e fummo portati a casa verso le 00.15. Se vivesse a Bologna, non potrebbe arrivare al tramonto. Devo dire che un po' mi dispiace. Grazie Linda, e ancora buon compleanno! La Chiara, che era in macchina con noi, avverte il buon Rick che il giorno dopo alla sua festa sarebbe venuto anche Red. Ma anche no. O forse sì. La serata si conclude con me e Ricky che tiriamo le somme di quest'estate. Film già visto. E non vorrei dire con chi. Voto serata: 7.5.
 
Montag. Lunedì. Festa di Ricky. E ultima sera. Eh sì, questa volta è proprio finita. Appuntamento al Matisse alle 21, mio padre insiste nel darmi il suo maglione azzurro perchè fa freddo. Cosa che mi fa perdere 10min. Devo andare a prendere sua sorella e la sua amica alle 20.35 perchè non sanno dov'è il posto... se proprio devo... beh insomma, partiamo da casa Brini, facciamo col consueto Gps tutti i vicoli più strani per arrivare là in tempo, ma una scorciatoia prevede l'attraversamento di una galleria cui termine sono posti degli scalini: io e la Fede ce la facciamo, l'Ele no. Torniamo indietro, perchè è andata giù la catena e perchè quella bici era messa peggio della mia, e ce ne vuole. Prendiamo la bici della nonna, mi lavo per circa mezz'ora le mani nere in una delle 60 fontane cervesi e alle 21 in punto (non so come) arriviamo. No gente, non vi posso salutare. "Chi ha del sapone??"
Il menu prevede la musica di Ciralli, che scrive in Inglese più o meno come un Turkmeno in Spagnolo, o come un Nazionale USA vincerà mai un Mondiale di basket. Montagne di cappelletti al ragù, che Red rifiuta e al quale avevo simpaticamente offerto. Già, alla fine è venuto. Non ne dubitavo. "Red stasera lo vedo carico... vuoi cuccare, Red?" (cit.) "3 volte." Anche 6. Più o meno, stessi discorsi del giorno prima. La Spezia - Cesena 1-1, Rimini - Juventus 1-1, Cobolli - Gigli 3-2, Bologna vincente a Pescara e primo in classifica. Buon Compleanno Ricky, stai invecchiando ma sei lungi dalla mia esperienza. Quei cappelletti erano ottimi, ma troppi. Stavo vomitando. Brindisi finale col limoncello, seguendo l'ennesimo gioco stolido but simpatico del Pablo. "Chi è nato a Gennaio si alzi in piedi, chi è nato a Gennaio si alzi in piedi! Bevilo bevilo bevilo, bevilo, bevilo bevilo... l'acqua fa male, il vino fa cantà!" e così via. "Carlito, quelli di Gennaio sono i migliori!" "Lo so Kia, lo so."
"Santi, sei nato fuori dai 12 mesi??" Il caffè era ripugnante. Aspettiamo il Turro con la sua pizza (se non è pizza, è Kebab), e andiamo verso la sala giochi, dove era previsto lo scontro dance fra lui e Teo. Se mi posso permettere. Inguardabile.
Arriviamo al Dollaro, e ripieghiamo sul calcino. Per l'ultima sera devo offrire io, mi sembra ovvio. Romagnoli. "Sì, perchè Pistolazzi offriva da bere e guardava i bidoni." (cit.) Ok, non insisto. Alla fine se ne vanno 3 euro, alla batteria Toto sembra Mitch Mitchell e Leali John Dolmayan. Quanto a me, un'occhiata all'orologio... a mezzanotte, se ne sarebbero andati praticamente tutti. Difatti, dopo aver salutato come di dovere tutti i presenti, rimanevamo solo io, il Turro e il Pablo. Saranno le ultime cazzate estive. Adesso sì, è davvero finita. Voto alla serata, come dalla Linda: 7.5. Voto all'estate: 10. E Lode. Anzi no. Perchè il nome di Aska è stato tirato fuori troppo spesso, non bisogna nominarlo invano. E perchè non c'era un avversario credibile (a parte Pompa) contro cui sbattersi a basket. E perchè la mia musica è stata rimpiazzata da Slipknot e Korn. Quindi alla fine 10. Perchè sono anche le ore di sonno che mi sto prendendo in questi giorni. Spero che vi vada bene lo stesso. Perchè ve lo meritate. Tutto. Buonanotte. Carlitos
 
 
 
P.S. ¡RESISTENCIA!
 
8 septembre

Racconti di un'estate... 3) There is a light...

La terza serata è quella più difficile da raccontare, forse perchè quelle del mio festino alcolico e da Campioni del Mondo erano troppo scontate. Breve antifona. Non ho stimato molto il vostro comportamento, quando per venire in spiaggia ho messo la maglietta della Lituania. Se l’ho indossata, non è stato per antipatriottismo. Solo perchè mi fa piacere vedere Basile che lascia la nazionale, Belinelli che (stranamente) piange un po' perchè da traditore a tiratore a baby-fenomeno fa uno 0/2 ai liberi sanguinoso quando conta durante gli ottavi vs i Baltici, e perchè la gente del S.Paolo, che dopo aver mostrato uno striscione con Capitan Cannavaro tirare su la Coppa del Mondo con la maglia del Napoli, e dopo aver visto la propria squadra battere in rimonta e ai rigori la Juve davanti a 60.000 persone in una manifestazione di spicco quale è coppa Italia, è rimasta ammutolita dopo l'1-1 finale. Precisando, non sono razzista nè tanto meno leghista. In fondo i napoletani sono quelli che hanno meno colpe, senza Fabietto non avremmo mai vinto in quel di Germania. Solo un consiglio. Tiratevela di meno.

Dicevamo. Delle idee ce ne sono state, peccato che siano o state copiate (sì, Buccia...?) o eseguite senza la mia presenza. Avrei dato dei soldi, per vedere Fabio sboccare di gusto alla festa del buon Compagno. Come ne avrei dati per vedere S.Lorenzo con delle persone speciali (i più sanno a chi mi riferisco...), o aver assistito dal vivo al fidanzamento fra la Linda e lo stesso Buccia, durante la notte di Ferragosto. Sono sempre contento quando due miei amici si mettono assieme, non so perchè. Forse, perchè alla fine sarei anche un tipo romantico. Il problema, è che molto spesso ciò che ne consegue è che non hai più gli stessi rapporti che avevi prima con loro, e questo mi rattrista molto. Spero che nel loro caso non sia così, perchè sono due persone a cui tengo veramente tanto. Come a tutti quelli del mare, del resto. Specialmente adesso, quando dopo i primi allenamenti con la Promo finiti alle 23.30 sto già collassando. Ma questo è un altro discorso. Fra un waikiki e l’altro (e lo sappiamo chi era da noi il mago dei waikiki, essendo leggermente più anziano e dannunziano di altri), la festa di Cira (dove ho dato ampio saggio di qualità balistiche, tirando un 40% di prugne alla finestra aperta dei vicini) e le serate a casa mia, o quelle passate a raccontarsi cazzate a vicenda, bellissime per me, perché capitano purtroppo solo una stagione su quattro beh… abbiamo fatto venire Settembre. La voglia di divertirsi non morirà mai, ed è grazie a quella che comunque si rimane giovani. Tuttavia, citando Bob Dylan, oramai anche l’estate 2006 soffia nel vento. E con essa, tutte le opportunità perse o sprecate. Dio sa, che ce ne sono state tante. Troppe.

A questo proposito, la terza serata è stata quella più emblematica. Se non sbaglio, quella del 4 Agosto. Happy Valley, il kartodromo di Cervia… Posto noto in quel di Romagna, anche a quelli della 5T. Che hanno visto Ori guidare una cosa diversa rispetto ad un’Alfa scassata. Onore a loro, ma questo non vuol dire che dovevamo per forza andarci anche noi. Ma anche no. L’idea è del Ricky, che viene appoggiato in questo caso da Simone (il Terrone), implorandolo di fare qualcosa di diverso per la sua ultima sera. Santi è euforico, in quanto finalmente può spacciare quella giacca da spazzino come una simildivisa da pilota amatoriale; raccattiamo l’ultimo componente di un improbabile quartetto in Ascari, pronipote del celebre pilota di Formula1. Modenesi, milanesi, Fabio, Toto, la Chiara e non so chi altri ancora completano il box office. Ritrovandoci tutti davanti al solito muretto, alle 21 siamo pronti a partire. Ne mancava uno. Non è peraltro difficile indovinare chi.

La risposta era scontata. “E allora grazie al cazzo”. Ovvio, che sarebbe stato lui. Aska, l’unico uomo che se ha un appuntamento alle 21 è sicuro di non poter arrivare in orario già alle 20 benché abiti a due passi, perché gli servono 45’ per fare una doccia. E 20’ per farsi la barba. Che non ha. Partiamo mezz’ora dopo, con la sua tartaruga a motore che qualcuno per gioco si è permesso di denominare Ford Ka. Lui e Ricky davanti, perché deve fare da GPS (ma non ero io quello ufficiale, una volta…?), io e la Chiara dietro. Tutto platonicamente grottesco. Platonico, appunto. Dimenticavo un particolare, ma questo era ovvio. “Beat of my heart” a palla, fin verso l’Adriatica. Mi ero preparato, ma Ricky e la Kia no. Arriviamo, vegeti ma straziati e con la mente fusa come un emmenthal. Gli altri sono già arrivati da un quarto d’ora abbondante, ma dicono che i fighi sono sempre quelli che si fanno aspettare. No comment. “Allora Chiara, com’è la mia guida?” “Promossa a pieni voti!”. Ma questo è solo l’inizio.

C’è una luce, in fondo al parcheggio. Ipotizzo che, in qualche modo, forse si dovrebbe passare di lì. Difatti. Il tracciato è veramente molto bello, perlomeno è molto largo. Tuttavia mi ero già rifiutato di partecipare a una gara di Go Kart, per ragioni fisiche simili a quelle per cui a Mirabilandia puoi fare la metà dei giochi se sei alto più di 1m90. Dimentico sempre che questo mondo l’ha creato Dio, ma l’ha progettato Berlusconi. Comunque. Dopo 20’ buoni è il turno dei nostri, io devo fare da Guardarobiere per tutti mentre noto il bucolico pubblico presente: alcune donne di 50-60 anni talmente grasse, che sembrano veramente dei buoi con le coliche. Sorvolando, la Kia si era messa la giacca di Santi. Non ho visto un ossimoro tecnico e stilistico di queste dimensioni in tutta la mia vita. Nonostante l’assenza della “divisa”, fra tutti Santi riesce a prender su un discreto 5° posto, che su 8 non è male. Siccome siamo tutti veramente dei piloti nati, Simone e Ricky lottano valorosamente per strappare il penultimo posto, visto che l’ultimo aveva già un nome e cognome. Giulio Ascari. Sì, il pronipote di quello che correva in Formula1. E allora…? Too easy. Ma il meglio, o il peggio, doveva accadere.

Rifiutandomi di gareggiare una seconda volta per ovvi problemi fisici, torniamo verso le bici, i motori e le macch… beh, ecco… insomma… più o meno… sì, la Ka. L’impareggiabile Ford Ka. Forse, perché con quella sei destinato a perdere sempre. Soliti quattro, solite postazioni, con Aska che minaccia con uno scatto di lasciarmi al Kartodromo. Col senno di poi, avrebbe fatto meglio. Ma ci arrivo subito. Dopo Hilary Duff, era la volta dei canti partigiani dei Modena City Ramblers, Avrei preferito qualche canzone romantica, visto chi avevo a fianco, ma alla fine si opta per Bella Ciao. La vecchia logica per cui “uno per uno, non fa male a nessuno”. Sfatata, 3 minuti dopo. Andando verso il Bluvertigo, famoso locale di Pinarella, ci tocca girare in un incrocio a sinistra, mentre un’auto che doveva andare per la nostra stessa direzione stava passando proprio in quel momento. L’avrà vista, penso io. “E seppellire… lassù in montagna…” gnnnniiiiiiiieeeeeekkkkkkkk... ...BOOOOOOOMMMMMMMM!!.....

...Per i taccuini, Giulio Ascari. Pronipote del celebre pilota di Formula1.

No, non l’aveva vista. E io sono un idiota, perché se penso che questa canzone per uno di AN è come la Kryptonite, non ci sarebbe successo niente. In effetti, non ci è successo niente. Alla macchina però sì, e anche a quella con cui ci siamo scontrati. Siamo impassibili, io la Kia e Ricky… cui primo pensiero è quello di chiamare la fidanzata per raccontare quello che è successo. C’è un lampione, posto proprio sopra le nostre teste. Era tutto così romantico. Se avessi avuto del coraggio e se fossi meno stonato di quello che sono, avrei cantato questo pezzo qui. Già averlo pensato, però….

 

Take me out tonight

Where there's music and there's people

Who are young and alive

Driving in your car

I never never want to go home

Because I haven't got one anymore

Take me out tonight

Because I want to see people And I want to see life

Driving in your car

Oh please don't drop me home

Because it's not my home, it's their home And I'm welcome no more

And if a double-decker bus

Crashes in to us

To die by your side

Is such a heavenly way to die...

And if a ten ton truck

Kills the both of us

To die by your side

Well the pleasure, the privilege is mine...

Take me out tonight

Take me anywhere, I don't care I don't care, I don't care...

And in the darkened underpass

I thought Oh God, my chance has come at last

But then a strange fear gripped me And I just couldn't ask

Take me out tonight

Oh take me anywhere, I don't care I don't care, I don't care

Driving in your car I never never want to go home

Because I haven't got one, No, I haven't got one

And if a double-decker bus

Crashes in to us

To die by your side

Is such a heavenly way to die...

And if a ten ton truck

Kills the both of us

To die by your side

Well the pleasure, the privilege is mine...

There is a light that never goes out

There is a light that never goes out

There is a light that never goes out

There is a light that never goes out...

 

Morrissey, e i suoi Smiths. Ringrazio Paso per avermeli fatti conoscere. In fondo, basta leggere quella Bibbia giovanile che è Jack Frusciante è uscito dal gruppo… la storia non è tanto dissimile. Aska intanto parla fuori con l’altro guidatore, che fortunatamente era anche abbastanza simpatico. Se la caverà con una “constatazione amichevole”. Io penso che l’unica constatazione amichevole che ti avrei potuto fare sarebbe stata un sonoro pugno in testa. Mi accerto delle condizioni fisico-psicologiche degli altri: Ricky è a posto e dopo sarebbe venuto al locale con lo stesso Aska, e pure la Chiara sta bene anche se un po’ stordita. “Tutto bene…?” “…Sì sì!…” “Sicura…?” “…Sicura! Solo che tra un po’ arrivano i miei…” Ci risiamo. Ti accompagno io. “Grazie Carlito!” “Figurati…” La lascio da Luciano, con una lacrima e un bacio. E poi ditemi che i Modena non ne sanno. Ma questa è la fine.

Al Bluvertigo vado a piedi da solo, ripensando su quello che era successo poco prima. Non sono sicuro sia una buona idea. Anzi, è proprio pessima. Dentro mi stavano aspettando tutti, con delle facce di chi si era appena sparato sul divano di casa l’Esorcista. O forse, l’Esorcista ero io. “Cos’è successo?” “Perché sei da solo?” “Dove sono gli altri?” Abbiamo fatto un incidente, la Chiara la stanno portando a casa i suoi e gli altri due adesso appena hanno finito di spiegarsi col tipozzo dell’altra auto arrivano. Quanto a me, beh… se sono da solo, è perché mi trovo bene con me stesso. O forse, perché sono costretto a pensare a quanto sono stato stupido per l’ennesima volta. Dovrei far andare avanti gli altri, Toto, Marco, Fabio… ho perso troppe occasioni. Il treno prima o poi fischierà, come l’auto di Aska aveva esalato il suo ultimo respiro. Per quella sera. Congediamo Simone, che doveva andare il giorno dopo in treno a Salerno (…), e con pochi soldi annego la serata in una Corona, pur sapendo che sarà quasi impossibile da dimenticare. Anche a un mese di distanza. Soprattutto, a un mese di distanza.

Il giorno dopo, mi misi a chiamare Ascari “As”. Perché aveva perso la Ka. Questa ci stava. Il lunedì dopo, prima della sua partenza verso Spina, lo dovetti accompagnare in bici dal carrozziere in zona artigianale. Sarebbero 2 km e 150 kg. Il resto, come questo, è storia.

Dovrei ritornare giù questo weekend fino a Martedì, ma ho il 40% di possibilità effettive che ciò si possa fare. Lo sapete, gentaccia marina, che se fosse per me per venire a trovarvi verrei con la nuvola Speedy di Goku. Sono troppo pigro anche per me stesso per prendere la patente, e tanto sono sicuro che appena per voi ricomincerà il Liceo (ah ah…) ci perderemo di vista per un pezzo. Se scrivo queste cose, c’è chi le chiama cazzate, chi le chiama pezzi unici (grazie Thierry :) ), beh… in fondo, è perché a me piace scrivere. Ma soprattutto, perché qui dentro ci siamo stati noi. Grazie ragazzi. Non vi dimenticherò mai di voi, siete fantastici… nel caso, vi assicuro che prima vi scorderete voi di me. Ma una cosa è certa… nel bene o nel male, “ci rivedremo ancora”, sappiate. In qualche splendido giorno.