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22 août

Racconti di un'estate... 2) Serata da imbresco

Ahh... Finalmente a casa. Perlomeno, fino a domani. Mi dispiace aver ritardato di una decina di giorni il mio secondo intervento, ma potete ben immaginare quello che è successo. Mia madre. L'ha fatto anche stavolta. 10 Giorni in Provenza, "così ti fai una cultura." Si vede che un 75 alla maturità è risibile. Del resto, essendo una di quelle che sta dall'altra parte della cattedra, lei lo sa meglio di me. Questo comunque non vuol dire niente, a 50 anni non sa ancora come vincere le ansie. Chissà cosa sarebbe successo, se fossi rimasto a casa. Il finimondo, la catastrofe annunciata, la F che vince uno scudetto al primo anno di patron Martinelli, già odiato da quasi tutti i fortitudini che conosco. Non lo so, ma una cosa è inequivocabile: La Provenza fa schifo, non solo perchè adesso è scoppiato un odio (reciproco) verso la Francia, ma anche perchè composta dal 60% da paludi e acquitrini. Non voglio sprecare un intervento per raccontarvi il viaggio, mi limiterò a dirvi in 21 battute perchè noi e loro siamo diversi. Tutto vero al 100%.

1. La Francia è la Francia, pentagono ondulato di dubbia origine nel quale sbarcano notoriamente le popolazioni dell'Africa del nord-ovest.

2. L'Italia è l'Italia, stivale peninsulare con montagne a nord e nel centro, mare e clima mite a sud e a ovest, alghe e gommoni ad est. La parte restante delle popolazioni dell'Africa del nord viene qui.

3. La Francia ci ha copiato il tricolore, o il contrario. Però il verde è più bello.

4. In Francia, l'acqua gassata costa 5 sacchi.

5. Qualora vogliate una margherita, sappiate che ha le olive sopra e costa 10.

6. Ci sono i semafori nelle rotonde.

7. I barboni, per strada, ascoltano dance anni '80 e Bee Gees.

8. Petrarca è passato dall'altra parte delle Alpi per scrivere di Laura. Avendolo studiato a scuola per 8 mesi, e sapendo che ha dedicato tutta la sua opera per una che ha visto una volta per caso, il tutto tende a commentarsi da sé.

9. In Italia, le ragazze sono molto più carine.

10. In Italia le ragazze se la tirano 10 volte di più che in Francia, andate là e capirete perchè. Questo, però, non sono convinto che sia un fatto positivo. Da quello che dice il buon Mistura, tra l'altro, pare che al lago di Garda se chiedi a delle crucche un qualcosa tipo "Excuse me, can you do a strip-tease for me, please?" te lo fanno immantinente. Ma questo è un altro discorso.

11. Hanno l'erre moscia. Ma del resto quella ce l'avevo anche io.

12. Cèzanne sarà stato importante, ma come pittore vale meno di un tipografo.

13. Nella Francia del sud, ogni 50 km ci sono 2 paesi, 2 paesini, 2 ristoranti e un motel. Il resto è palude.

14. Nei suddetti paesi o paesini, la maggior parte del territorio è composta da formali cimiteri. In alcuni casi, sono più grandi loro che i paesi.

15. Nella Francia del sud, 1/4 delle persone ha la maglietta dell'Olympique Marseille, di cui la metà con scritto dietro -Ribery- -7-.

16. Loro hanno le Crèpe, noi le Piadine. Perlomeno, in Romagna. Cioè, non noi. Sì, insomma.

17. Mentre Andrea Bargnani, unico giocatore italiano nell'NBA, veniva draftato con la prima scelta assoluta dell'anno un paio di mesi fa, Toni Parker, il più celebre cestista francese, che io detesto cordialmente sia come atteggiamento sia per come gioca nel suo ruolo, era a letto con Eva Longoria (quella di Desperate Housewives...)

18. Per 10 giorni, non ho sentito Happy Hour di Ligabue.

19. Quando devono per forza di cose scrivere in Italiano istruzioni per i turisti, sbagliano 3 lettere su 2.

20. Hanno la strana abitudine di venerare un algerino che pare tiri delle testate ai macellai. Ci sono foto e caricature ovunque. Bah.

21. Loro sono arrivati in finale. Noi, SIAMO CAMPIONI DEL MONDO.

Ultima cosa, poi chiudo. Nell'era moderna, più o meno dalla nascita di Cristo in poi, tutti i filosofi hanno cercato di smontare o di basarsi sulle tesi aristoteliche. Ovviamente, ci dovevo pensare io a smontarlo definitivamente. Basta un rapido anti-sillogismo. La Francia è un paese. Tutto il mondo è paese. La Francia non è l'Italia. Ma va bene così. Senza parole.

Veniamo pure alla serata da imbresco, anche perché se non sbaglio il titolo di questo intervento è quello. 27 Luglio, me lo ricordo bene. Venne un bel giorno, qualche tempo fa, in cui io per un motivo o per l'altro mi ritrovai per le mani sacchi 1000. Ovviamente, io non vi dirò mai come li ho ottenuti. Sappiate che è stato frutto del mio onesto e sporco lavoro, e nient'altro. E non provate a chiedermeli, anche perché in buona parte li ho già spesi. Comunque.

A fine Luglio, c'erano più o meno tutti. O meglio: oltre alla già citata troupe cervese (se non li ho citati me ne scuso ma tanto sanno che a loro voglio bene lo stesso), era il tempo del Mazzo da Faenza, di Pistolazzi, di Simone il Terrone e della già stracitata coppia Aska-Fleps. Che è venuta pure al mare. Ancora. Che palle... Beh, in sostanza. Essendo io per certi versi una persona altruista, decido con questi soldi di andare da qualche parte a bere con costoro per festeggiare il mio bel 75 alla maturità. Chiaramente, io avevo l'intenzione di metterci 100-120 sacchi, non di più. Matisse, Chili Pepper, dove volete voi che a me va bene tutto. "In spiaggia?" Also spracht Maso. "In spiaggia?" così risposi io. In verità, io avrei voluto rispondere: "IN SPIAGGIA??? Ehm, e dove pensiamo di tenere la roba, di prenderla, come prenderla..." Dimentico sempre che aveva parlato un faentino, voce di un popolo che di solito è solito farsi pochi problemi. In effetti si poteva anche fare, e conveniva "di peso". Però, il mio stile imponeva un locale. Visto che c’erano anche delle ragazze. Poi, quando ho scoperto che ce ne sarebbero state la metà, e alle altre andava anche bene, il mio stile è andato definitivamente a fare in culo. Come in questo momento.

Partiamo per fare spesa alla Conad, siamo in 3 bici io, Aska e Cira. Ci avrebbero raggiunti Marco e Santi col suo frigobar. Quest’ultimo si rivelerà utilissimo, anche perché i nostri zaini erano pieni di roba inutile e capienti come l’ascensore di un formicaio. Champagne, birre a profusione, alcolici, succhi e cibi vari, ce la caviamo con 114.55€. Paga Aska col bancomat, lo avrei rimborsato poi la sera stessa. Maso aveva ragione, non sono andato neanche oltre il limite concesso e la quantità di alcool comprata era tale da far svenire e imbrescare anche un altoatesino. La conclusione, è che su queste cose lui deve saperne molto più di me. Accompagno Aska davanti all’albergo, il quale si era tenuto il frigobar per questioni tendenti al nonnismo, sparando le solite due o tre cazzate da post-diplomati, e facendo giungere sera.

Alle 21, davanti al bagno, ci sono tutti. No, ne manca uno. Sempre lui. E senza di lui non si comincia a bere. Lo sapevo che finiva così. Santi lagna un “oh Carlo, prova a chiamarlo” rispondendogli picche, fidandomi troppo, come spesso succede con la gente a cui sto intorno, della sua puntualità. Difatti, si presenta alle 21.40. Con le bevande, ma senza Fleps, che nel frattempo era andato a trovare i suoi amici S.Luigini nel pomeriggio e ne aveva pagato fisicamente le conseguenze. Grazie a Dio, quella scuola è finita. Anche la mia. Dicevamo…

Verso le 22 ci appostiamo in spiaggia, Aska si propone assieme a Mazzo come barman, e subito andiamo di waikiki e coca-rum. Silverio ci fa notare la sua presenza con un abbagliante stile guardia costiera. Ovviamente, parte il coro per lui. Io mi devo cercare di contenere, anche perché ho la Chiara vicino e immagino si sarebbe scandalizzata nel caso mi fossi ubriacato. Quando sono bresco, solitamente eseguo 2 operazioni: o mi metto a ballare sui tavoli (in quel caso i lettini), oppure improvviso, quando ho veramente bevuto tanto e la gola me lo può permettere, qualche imitazione di Bon Scott, che comunque faccio spesso e volentieri anche da sobrio. Forse, non c’è mai stata differenza. Tra l’altro, il buon cantante degli AC/DC morì il Febbraio di 26 anni fa proprio per alcool. Nel 1980, anche John Bonham. Un vero peccato, per la storia del rock. Ma io mi ero “maturato” 22 giorni prima. Avevo “tutta la vita davanti”. E quindi dovevo andare. Di Bellini.

Verso le 23-24, la situazione cominciava a farsi tragica. Innanzitutto, Compagno decide di osannarmi con un coro per la bella serata, al quale tutti partecipano. Grazie ragazzi, sono commosso. Brutto però, pensare che questo succede quando sborsi 100 sacchi e passa per comprare da bere. Io, la Kia e Aska finiamo i Pan di stelle, Mazzo si occupa delle patatine, mentre Marco si fuma le canne con Cira e Simone si intorta tre romane, età compresa fra i 12 e i 14 anni, che si erano introdotte abusivamente nella festa e a cui Cuomo si mostrava parecchio interessato. Tragico. Manette. Per tutti. Fantozzi, dove sei?

La Kia ci lascia, Simone si apparta, Pistolazzi rompe i coglioni come di consueto, gli altri continuano a fare quello che sostanzialmente stavano facendo anche prima, mentre Aska ci fa uno scouting report della serata. 6 waikiki, 4 Heineken, 3 Bellini e un tot di coca-rum. Su questo non sono sicuro, ma di una cosa sì. Bresco, e marcissimo: quando è così, avete un vasto repertorio di cui potete disporre: inizio o fine dei Promessi sposi, vari canti dell’Inferno Dantesco (vi consiglio il 5°, è quello che sa meglio) oppure, per qualcosa di un po’ più moderno, le pagelle dell’intramontabile Paolo Ziliani. D’altra parte io 4 waikiki, 3 birre, 2 Bellini e un tot di Pan di stelle. Nel complesso, mi ero abbastanza trattenuto. Aska mette in piedi il suo show con Paolo e Francesca (moltissimi sono ’89, quindi avevano appena fatto l’Inferno), alcuni ci ascoltano con attenzione, altri risultano dispersi. Facciamo un giro (poco) rapido per i bagni limitrofi. C’è Buccia steso, come neanche un cinno o Mike Tyson, anche perché era l’unico che fosse riuscito a tenere il ritmo di waikiki di Ascari. Siamo a 2. Se ne avrà in seguito pure un terzo, ma purtroppo non mi ricordo chi. Toto accompagna Aska in hotel, onde evitare guai peggiori. Grande Nick, non ti ringrazierò mai abbastanza. Siamo per sparsi per 6-7 bagni, mentre finalmente Simone (’89) va con la 14enne. No comment. Non riusciamo più a uscire, neanche a scavalcare il cancello, e dentro il frigobar di Santi l’unica cosa rimasta intoccata era il Martini. Andando a recuperare “l’altrui gente”, assieme a Toto omaggiamo, assieme la serata, il già citato Bon. Anzi, Brian.

I was caught,
In the middle of a railroad track! (Thunder!)
I looked 'round,
And I knew there was no turnin' back! (Thunder!)
My mind raced,
And I thought, "What could I do?" (Thunder!)
And I knew,
There was no help, no help from you! (Thunder!)

Sound of the drums...
Beatin' in my heart!
The thunder of guns, yeah...
Tore me apart!

You've been... thunderstruck!

Rode down the highway,
Broke the limit, we hit the town!
Went through to Texas,
Yeah, Texas, and we had some fun!
We met some girls,
Some dancers who gave a good time!
Broke all the rules, played all the fools,
Yeah-yeah, they - they - they blew our mind!

And I was shakin' at the knees!
Could I come again, please?
Yeah, the ladies were too kind!


You've been... thunderstruck! Thunderstruck!
Yeah-yeah-yeah, thunderstruck!
Ooh, thunderstruck!

Yeah...

I was shakin' at the knees!
Could I come again, please?

Ow!

SOLO

Rah-rah-rah-rah-rah...
Rah-rah-rah-rah-rah...
Rah-rah-rah-rah-rah...
Rah-rah-rah-rah-rah...
Ooh...

Thunderstruck! Thunderstruck!
Yeah-yeah-yeah, thunderstruck!
Thunderstruck!

Yeah-yeah-yeah, said:
Yeah, it's alright!
We're - doin' fine!
Yeah, it's alright!
We're - doin' fine!
So fine!

Thunderstruck!
Yeah-yeah-yeah, thunderstruck!
Thunderstruck! (Thunderstruck!)
Whoa, baby-baby! (Thunderstruck!)
You've been thunderstruck!
(Rah-rah-rah-rah-rah, thunderstruck!)
(Rah-rah-rah-rah-rah!) Thunderstruck!
(Rah-rah-rah-rah-rah!) Thunderstruck!
(Rah-rah-rah-rah-rah!) You've been thunderstruck!

Eseguito il compito, più o meno verso l’1.30 vanno a casa tutti, chi sobrio e chi, invece, meno. Molto meno. Quasi tutti, mentre Compagno, che doveva sbollire l’incazzatura perché Simone era andato con quella (oh ma, stiamo scherzando..?? Cazzo, per una 14enne? “Sì, ma è figa”), ci fa conoscere due trevigiane, che si era abilmente imbroccato. Coloro che sono intrinseci a questa storia, sanno. Non vado oltre, sappiate che ciò si ricollega ai punti 9 e 10 citati da me in precedenza. Verso le 3 vado a letto anche io, accompagnando Pistolazzi e Mazzolini. Si vede che ero ancora sobrio. Perlomeno, i miei non si sono accorti di niente.

Il giorno dopo, si fa il punto della situazione. La Giulia, Fabio e Pompa si scusarono per la loro assenza, dicendo che comunque avrei offerto qualcosa anche a loro. Mi ringraziarono, ma alla fine non s’è fatto niente. Il frigobar di Santi era una possibile nuova condanna a morte utilizzabile nell’era moderna. Dentro, c’erano birre calde, vini rossi aperti su cui galleggiavano loschi pezzi di pop-corn e il Martini, ancora immacolato. Beh, insomma. Si sentiva puzza di vino e alcool lontano 300 metri. Chi annusava dentro moriva. Tra l’altro, il giorno stesso vennero a pranzo da me Aska e Fleps. Ovviamente, il primo non poteva esimersi dal raccontarmi cosa sarebbe successo dopo averci lasciato. In sostanza, egli avrebbe bussato per entrare in camera, gridando ossessamente “Corsi, sono ubriaco”. “Va bene”-rispose lui-, “basta che non sbocchi”. Detto, fatto. 5 Secondi dopo, bagno camera e terrazza erano colorati e profumati. Ma non “nel senso buono...” (Guccini). “E indovina, caro vecchio Carlos, chi ha poi dovuto ripulire tutto..?” (Fleps) Grande Fil. Ancora una volta, quello più sobrio sei stato tu.

9 août

Racconti di un'estate... 1) Campioni del mondo!!!!

Beh, prima di tutto devo dare il benvenuto alle seguenti persone: nell'ordine, Fabio, Marco, Burlo, Toto, Buccia, Fabri e Albi. Non so se leggeranno mai questo blog e le cazzate che ivi saranno innesse, però se nell'ultimo mese mi sono felicemente eclissato da quella cappa di smog che è Bologna in estate, alla fine è anche merito loro. Anche se, adesso, preferirei restarci. I miei si sono fissati con l'idea di andare in Provenza, ed esigono la mia presenza non foss'altro per la mia conoscenza della lingua francese. Troppi -enza, scusate. In sostanza: una settimana, se non di più, fra chiese, mostre, monumenti e musei; io che devo parlare per tutti e, in cambio, un S.Lorenzo e un Ferragosto sputtanato, assieme alla completa felicità di mia madre. La quale ha messo suo padre e la sua badante nella nostra casa al mare, in modo che non avessi potuto rifiutare la sua proposta. Piuttosto sto a Bologna, in fondo ha sempre rotto con la storia dei 18 anni... a 18 anni, uno è responsabile di sè stesso... neanche. Devo venire, anche perchè in caso contrario al mare non ci torno più. La odio. Punto.
Cosa resterà di questo mese? Il riferimento alla canzone non è casuale. Notte prima degli esami, vista per la 5a e 6a volta (di cui comunque 3 in dvd), l'aver conosciuto metà dei miei coetanei cervesi, la guida perfetta di Aska, il beach Volley, i racchettoni, i rotoli di nutella di mezzanotte, i frappè dell'ora dopo, la voce di Fabio e della Vale, l'erre moscia di Cira, la tastiera della Chiara e la chitarra di Buccia, gli imbreschi marcissimi o in spiaggia o al Chili Pepper, i discorsi politici fra comunisti e militanti di AN, quelli anticlericali promossi da Rudi, il Morbus Lycei, l'Opus Dei, il SeiSeiSei, and so on. Volevo prendere giù 3 serate a caso... tanto per raccontare le cose più salienti. Cominciamo con il 9 Luglio. Ah già, dimenticavo... le tresche di Albi, e dello stesso Rudi. Comunque, pessimo modo di cominciare un discorso con 2 parigine dicendo "Siamo campioni del mondo!"
Sono andato al mare 2 giorni dopo la fine degli esami, con il televisore dell'epoca di Capo d'Istria TV, una bici da museo preistorico e con alle spalle la fatica più probante dell'ultimo quinquennio. C'è chi sostiene che al'esame i voti siano già prestabiliti. Vero. Ho studiato come un pazzo, e all'orale non ho sbagliato niente: visto che è su 35, io credevo di prendere 30 come minimo. Difatti mi hanno dato 28, stranamente alla fine mi veniva un tondo 75. La Giappo, altrettanto stranamente, dopo i suoi 14 crediti ha preso 33 agli scritti e 28 agli orali. Come me, totale 75. Credo che lei meritasse di più, a me il 75 va benissimo. Però qualcuno è corrotto. Ci deve essere. O forse, non da escludere, sono tutti degli incapaci. Dicevo.
Il 9 Luglio, giorno della Finale. Sarebbe fantastico, pensavo io, chiudere 5 anni di Bac con una finale mondiale vinta sui cugini d'oltralpe. Io non ho cugini, come si dice a Bologna, ma questo è un altro discorso. Ovviamente casa mia è off-limits, o meglio... quell'ammasso di pareti e di porte che qualcuno in maniera vezzeggiativa si permette di definire casa. Un buco, ecco. Bisogna ripiegare su qualcosa. Casa Brini, ad esempio. Il buon Ricky. Dentro siamo io, lui, la Giulia, la Chiara, la Linda, l'Alessia e il buon Cira. Come non rifiutare? Ci metto più o meno tre quarti d'ora ad asciugarmi i capelli, giusto in tempo per entrare e prendere la pizza che Ricky mi aveva ordinato. Pessima. Comunque, il resto lo sapete. Dopo 6 minuti Zidane, secondo me il cucchiaio se lo voleva tenere per gli eventuali rigori in modo tale da sbeffeggiare Totti. Dopo altri 13, all'ennesimo calcio d'angolo, sussurro a Cira e alla Chiara "adesso c'è il gol". Materazzi, 1-1. L'esperienza conta. L'atletismo anche, perchè se un nero di 1.95 si fa mettere sotto in un duello aereo, vuol dire che c'è qualcosa che non va. Vieira. Giocatore finito. Retrocesso con la Juve, e adesso all'Inter. C'è sempre un motivo.
La partita scivola via, mentre Ricky decide in maniera orale di aerare la zona (vista la presenza di 4 donne, fidanzata compresa, si poteva lasciar stare). Dominio Francia, il De Bello Gallico è appena iniziato. Toni traversa, un paio di gol annullati, testata di Zidane, para Buffon, ancora testata di Zidane, para Materazzi. Di sterno e costole. "Zidane è algerino, non lo sapevate? Questi non hanno un francese che uno: un pelato (Barthez), un filo-crucco (Sagnol) e uno sfregiato (Ribery)." Tralasciando questo, tutto ciò mi riporta alle imitazioni di Caressa promosse dal Savorelli: "E Zidane va gziustamente... sziotto la doscia, sziotto la doscia, sziotto la doscia (7 volte)." I rigori mi preoccupavano moltissimo, ma per questo bisogna far riferimento alla già citata esperienza. Per esempio, "Del Piero non sbaglia mai, e Trezeguet di solito li tira o potenti e centrali oppure sulla traversa." Ma perchè non faccio il veggente? Tanto alla peggio finirei come Do Naisimiento, tanto vale provare! L'ultimo rigore è di Fabio Grosso, che 5 anni fa giocava in C2. Sono le storie più belle queste, anche perchè vogliono dire che c'è speranza per tutti. Anche per me. Rincorsa, tiro... GOL!!!! "è finita, è finita, è finita, è finita! Il cielo è azzurro sopra Berlino!! Siamo campioni del mondo!! Campioni del mondo!!" (Civoli). "Grandi" (Mazzola). "Stringiamoci tutti, e vogliamosci tanto bbene!!! Anch'io e te Beppe, anch'io e te!! (Caressa). Ci stringiamo, urliamo, cantiamo e corriamo. Distruggiamo casa Brini.
Usciamo dalla magione, corriamo come ossessi per via Palermo con la bandiera tricolore (quella col verde, ovviamente), facciamo casino con la gente delle case vicine e torniamo da Ricky. Ero euforico, gli ormoni a mille. Prendiamo le bici, andiamo nel nostro bagno e poi sul lungomare, a salutare i caroselli che passano. La fontana davanti al Kursaal è piena di schiuma, e ci tuffiamo dentro incuranti di cosa avessimo avuto addosso in quel momento. Tutta Cervia a fare il bagno alle 23.30, una sensazione unica. In strada, gente un po' più vecchia di noi si mette le parrucche, corre nuda o quasi e assistiamo a un vero e proprio limbo con la bandiera dell'Italia, sotto la quale passano tutti, macchine, bici o autocarri. Noi diamo il 5 alla gente che passa, cantiamo i White Stripes (Elephant è un gran album, tra l'altro), mentre Ricky e Cira si immettono in un furgone pieno di tifosi, saltellante come un fagiolo messicano. C'è chi deve andare a casa, anche se per una sera si può anche far tardi. Ma è stato fantastico. Peccato che il tricolore si tiri fuori solo con la nazionale di calcio, o, purtroppo, con la morte di un qualunque militare italiano. Dopo un po', tutto svanisce, tutto soffia nel vento. Però è stato magnifico, veramente. Almeno per una sera.
 
 
 
 
Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la vittoria?
Le porga la chioma,
che schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò.
Stringiamoci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
  
 
 
P.S. Materazzi = DIO