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6 juillet

5/7/2006, data da ricordare

Purtroppo, devo ammettere che quello che dicono i vecchi è vero. Almeno in parte. Quando dicono che l'esame ti rimane impresso, intendo. Ho studiato di più nell'ultimo mese che in 5 anni di Liceo, se ci mettiamo anche il fatto che era Giugno la cosa giungeva a dissacrarmi violentemente le parti pubiche. Per dirla con uno stile elevato che comunque la mia prof. di italiano non avrebbe mai apprezzato. Comunque. Ieri, 5 Luglio 2006, resterà una data storica. La fine dell'Incubo. Ho fatto alcuni scritti orribili, ma tanto Rik se l'è cavata con 32 quindi non capisco perchè almeno un punto in più io non l'avessi potuto prendere. Con tutto il rispetto per il grande Rik, perchè della 5a mi è rimasto il suo metallo e le sue prese per il culo costanti del prof di matematica: se fosse entrato una sola volta il giovedì alla prima ora anzichè alla seconda, e se non avesse consegnato sempre e solo fogli immacolati come la Vergine secondo me un 6 lo poteva anche estorcere, anche perchè l'ha dato pure a me che non so neanche cosa sia un integrale. E non sforzatemi a spiegarlo! Ma tant'è.
Dicevamo. Ieri, l'orale. Io sono un ottimo organizzatore, ma un pessimo esecutore. Ho tenuto per ultimo italiano (tranne Verga) perchè sapevo che dovevo ricordarmelo meglio del resto, ma non avevo tenuto conto della lunghezza: ho fatto Svevo e Pirandello al posto di vedere l'Italia, da perfetto imbecille. Alla fine, ovviamente, mi ha chiesto Verga. Meno male che all'inizio del 2° tempo supplementare l'ho data su. E i Crucchi, dannati nazisti (adesso non più forse, ma almeno contro di noi lo resteranno sempre nell'animo) a casa grazie ai colpi di classe di gente come Grosso e Del Piero. Si vede che Hitler è morto. Grazie a Dio. Se esiste. In sostanza, vado a letto ripassando tutto sotto il rumore dei caroselli e delle trombe, come già non bastasse rendersi conto di non riuscire a chiudere occhio per la tensione. Ero straconvinto di non sapere un cazzo, ed effettivamente non che non fosse così. Mi rileggo alcune cose il mattino dopo, faccio una doccia alla Arenas (ghiacciata) per affrontare meglio la realtà circostante e mi vengono 2 principi di vomito. Fortunatamente non mi spingo più in là anche perchè avevo mangiato un piatto di pasta e un plum-cake in 2 giorni e mezzo. Cerco la mia catenina d'acciaio ma non la trovo, prendo il portatile e parto per il fronte. Addio.
Arrivo. Le prime persone che vedo sono l'Anto, che ha un'ansia che sembra stia per morire, accompagnata dalla Lucia e da Francesco che da veri amici le danno supporto morale. In seguito verrà la Cecilia, mentre la Giappo è già rinchiusa a pensare ai suoi plan di storia e francese. Dopo mezz'ora dalla sua classe esce il Paso con cui mi complimento, pur provando a quel punto un'invidia rivoltante nei suoi confronti, passa l'Anto e poi ci sono io. Mi rifiuto di descrivere l'orale, perchè non serve nè a me nè a nessun altro: alla fine è andato bene, mi han tenuto dentro un'ora e tre quarti ma tutto a posto. Troppo bello quando la prof. d'arte è andata in sollucchero quando ho messo Miles Davis come sottofondo della mia tesina (La Beat Generation). Stava impazzendo. Non credevo neanche che, quando ho descritto la Banana di Warhol che i Velvet di Lou Reed misero come copertina di un loro album, tutte avessero colto in largo anticipo l'aspetto erotico. Ma per questo, basta rifarsi alle leggi di Pino. Who is always right. 
Esco, dopo aver improvvisato da jazzista purissimo almeno in 4 materie su 6, la Salva esige il mio numero, come non rifiutare, saluto tutti, buon proseguimento e buone vacanze, cantando uscendo dal Caimani Hallowed Be Thy Name degli Iron. Gran pezzo. Anche se sei credente. Fuori ci sono ancora Paso, la Lolly e la Barbara, che dopo aver dato erano ancora lì, seduti a parlarsi. Siete dei masochisti. Comunque, il litrozzo e oltre delle bottiglie di birra della Baby riappacificano volentieri lo spirito che, per la verità, era un bel po' convulso. Avevo finito. Non ci credevo. E adesso...? Ci pensa mio padre. "Carlo, ricordati che fra 2 ore hai il dentista". Non che dopo la notizia avessi dimostrato gesti affettuosi verso la categoria. Che per questo odio ancora di più. Quando non ti rompono i denti, ti rompono i coglioni. Sempre. Andiamo, torniamo dopo 2 ore di atrocità, a casa Francia Portogallo sta iniziando mentre Paso e Shaq propongono di andare a bere qualcosa dal cicchettaro. Tanto si capiva che non sarebbe stata l'ultima partita di Zidane. I portoghesi non hanno una punta decente sì, insomma. Mio padre ce l'ha col no.9. "Pauleta è un cesso". Anche Paso ce l'ha col suo no.9. "Martin, persona di merda". Alle 22 ci si ritrova, con lui e Shaq, davanti al Galvani. Gli assassini tornano sempre sul luogo del delitto. O forse, lo fanno semplicemente apposta.
Grazie a Dio, si parla di Basket. Non ci giocavo da inizio Giugno, e non ne parlavo da secoli. Fino all'anno scorso, almeno un giorno su 2 lo passavo con gli amici in palestra o al campetto. L'esame mi ha distrutto. Anche la palestra. L'anno prossimo, allora, promozione. Parrebbe di sì. E pensare che in c2 i Gardens quest'anno sotto avevano Giusti, Lollo Fascetti e Gianni Roggi. "Gianni Roggi a Milano per ripetere le gesta di McAdoo". Certo Andre. Arriviamo al cicchettaro, dopo aver percorso tutte le zone a rischio del centro bolognese, parlando delle tesine della classe di Shaq. Questi sono pazzi. "Arsenal, gli Armamenti italiani e quelli americani, Cucchi vuole portare a scuola un motore ad alcol e spiegare come funziona". Per dire. Un altro, tale Lolli, definito come fascista al 100% e che pare non tocchi neanche i pulsanti degli ascensori perchè da lui giudicati come contaminati, si è proposto di fare una tesina sul Comunismo in tutto il mondo. Arriva anche Ciccio D'Onofri, mentre mi accorgo che un solo cicchetto è una miseria, ordinandone altri 2 alla menta. "A noi." "Alla maturità." "Alle fighe che ci faremo quest'estate." Come no. Prosit. All'una torno a casa, se avessi sentito un solo altro commento storico-politico giuro avrei ucciso qualcuno. Ma gran bella serata. Accendo la tv, e Ribery è in finale. Vaffanculo.
Questo è il mio ultimo post, dovrei partire fra poco e non credo verranno altre giornate come questa da raccontare. Anzi, penso proprio di no. Sono anche oltre il 70, quindi nessuno ha il diritto di rompermi i coglioni. Adesso relax. Saluto tutti e vi auguro delle gran belle vacanze, specialmente alle persone con cui ho condiviso gli ultimi 5 anni della mia esistenza. Mi sembra giusto adesso lasciarvi con questa. So che non vi piacerà, ma la metto in onore dei Crucchi e di Paso. A presto!!! Carlitos
 
 
 
 
 
 
 
 
A Cheap holiday in other peoples misery!

I don't wanna holiday in the sun
I wanna go to new Belsen
I wanna see some history
'Cause now i got a reasonable economy

Now I got a reason, now I got a reason
Now I got a reason and I'm still waiting
Now I got a reason
Now I got reason to be waiting
The Berlin Wall

Sensurround sound in a two inch wall
Well I was waiting for the communist call
I didn't ask for sunshine and I got World War three
I'm looking over the wall and they're looking at me

Now I got a reason, Now I got a reason
Now I got a reason and I'm still waiting
Now I got a reason,
Now I got a reason to be waiting
The Berlin Wall

Well they're staring all night and
They're staring all day
I had no reason to be here at all
But now i gotta reason it's no real reason
And I'm waiting at the Berlin Wall

Gotta go over the Berlin Wall
I don't understand it....
I gotta go over the wall
I don't understand this bit at all....

Claustropfobia there's too much paranoia
There's too many closets I went in before
And now I gotta reason,
It's no real reason to be waiting
The Berlin Wall

Gotta go over the Berlin Wall
I don't understand it....
I gotta go over the wall
I don't understand this bit at all...

Please don't be waiting for me!


 
1 juillet

Serata Calcistica

Sono successe molte cose in questi giorni... lasciando a parte gli esami. Ok, lo ammetto. Credo di essere innamorato. Pensavo che l'amore non mi potesse scalfire minimamente, non perchè io non provi attrazione verso le donne, ma perchè visti i precedenti credevo che non ci sarei più cascato. Ma non mi piace raccontare queste cose su un Blog. Specie sul mio. Questo è il mio ultimo intervento prima degli orali: quindi, affinchè non vada sprecato, vi racconterò quello che è successo ieri sera. Una notte memorabile, piena di perle che farebbero la felicità dei più sarcastici.

Ieri sono cominciati i quarti di finale dei Mondiali: nel pomeriggio i Crucchi avevano battuto i Gauchos, ma del resto se li avesse portati avanti Ayala sarebbe stato uno scandalo stile Gea. Alle 21 c'è l'Italia, e per l'evento del secolo (eh sì... 4 anni fa solo agli ottavi) io, Aska e Fleps ci ritroviamo a casa del Don. O Don Matteo, Ferrari, chiamato così per le sue tendenze ecclesiastiche. Sì, ecco... fa il seminario. Non sparatemi. Alle 20.45 siamo tutti pronti, Aska sembra una sorta di Marianna con però dietro la bandiera italiana e io e Fleps ci spariamo un po' di inni mixati tra fascista e partigiano. O meglio, io solo partigiano. Siamo già breschi marci, arrivano le Kronenburg fresche e comincia la partita. Non passano che 6 minuti, che "Zambrottolone" con una grande azione personale scarica un bolide dai 20 metri su cui "grande portiere Ovchinnikov" "vez, guarda che è Shovkovskiy" "Chissenefrega" sì, insomma, non può arrivare. Cacciamo un po' di urli nazionalisti fuori dalla finestra venendo prontamente ricambiati. Come al solito la partita si addormenta dopo il nostro vantaggio, ma l'Ucraina a parte furia Sheva e i capelli stile Zakk Wylde di Tymoschuk non è degna di essere presa in considerazione. Anzi, ma come fanno questi a essere finiti fin qui..? Ci chiediamo io e Fleps. Ah già. Effettivamente, essere nel girone con Arabia Saudita e Tunisia aiuta. Prenderne 4 dalla Spagna, su cui io e Paso avevamo stupidamente scommesso contro la Francia qualche sera prima, non conta un cazzo. Espanoles = no cojones. A quanto pare Cannavaro, invece, sì.

Finisce il primo tempo, ci polleggiamo nel mentre sicuri del fatto che avremmo vinto e improvviso qualche urlo dei miei alla Bon Scott. A casa del Don, come non cantare Hell ain't a bad place to be..?? Aska constata il fascino della cugina del Don medesimo e dopo altri boccali di birra siamo pronti per il secondo tempo. Fleps si rivolge in maniera educata ai gialli dell'est... Ma sì, va', "Tornate a fare le lavapiatti!!" Aska lo contraddice in quanto stima tutte le popolazioni uscite dal comunismo, D'Amico è uno stronzo perchè dopo la guerra civile in Angola non può dire che gli Africani non sono dei veri giocatori di calcio, si sprecano i riferimenti a Chernobyl (rega, stiamo esagerando) pur sapendo che non c'entrano oggettivamente un cazzo, Odessa non è come Milano Marittima, Blokhin non sa chi è il nostro ct e il buon Fabio lo prende "lì, nel mezzo..." (cit.). Fra una respinta sulla linea e la traversa di Gusyn (o come si chiama), vuoi che Toni non faccia gol?? "Sì, ma è modenese". Vero. Al 59', infatti, Totti pennella per l'attaccante di Pavullo nel Frignano in netto fuorigioco (also spracht Aska) e 2-0. 10 minuti più tardi, ancora Zambrottolone vuole fare il Grosso sulla fascia sinistra -in tutti i sensi- e Toni deve solo appoggiare. 3 Pere bastano, 4 portano sfiga. Vedi Spagna. Sheva vuole lasciare la sua esperienza mondiale con qualche chicca, meritandosi gli applausi dei milanisti presenti, ma per quelli di Kiev finisce qui. Congediamo con un saluto casa Ferrari, chiedendo al Don se vuole andare fuori, a "fare un giro in centro, per vedere la gente che c'è". Ovviamente la risposta è no, non per niente è il Don. Mentre lui si consuma i suoi vespri io, Aska e Fleps (sempre noi!) andiamo in piazza. Aska ha il tricolore come mantello, Fleps una felpa stilosa dell'Italia e io una maglietta con una Birra, e il laccio dei pantaloncini da basket legato in testa perchè i capelli non cadano. Siamo pronti alla morte. L'Italia chiamò. Amen.

Lungo la strada scambiamo un paio di "Forza Azzurri" con delle tipe che passavano, fra le trombe dei tifosi e il rombo dei motorini. Via d’Azeglio è semi-deserta, ma Piazza Nettuno è la Malebolgia. Sinceramente, non avrei mai pensato ci fosse una quantità di gente tale da riempirla tutta, per un 3-0 con l’Ucraina… persino le zone circostanti sono chiuse al traffico o meglio, sono i bolognesi in festa che le fanno chiudere, ammassandosi in via Rizzoli e in via Indipendenza. Qualche foto è d’obbligo, intoniamo qualche coro, ci rendiamo conto che saltare con portafoglio e cellulare non è una grande idea e Fleps riceve un messaggio da Manfre. Lui e Calamo sono al McDonald a taffiare: attraversiamo col rosso davanti alla polizia, e li vediamo. Tanto è festa. Cominciamo a disquisire riguardo all’esame, “che tanto alla fine l’importante è passare e non ce ne frega un cazzo per il resto”, e al fatto che Yunes sia stato segato per la 3° volta di fila. Il Don sarà contento… Al mondo c’è ancora un minimo di religione, se non vogliono far andare un iraniano fighetto in 4° superiore. La Maty è a casa per via del casino, Jasty e suo fratello pure perché odiano la ressa, e filmiamo un camion pieno di gente (stile Tribù che balla di Jovanotti) che saltava invitando la gente con chiari gesti a mantenere il ritmo partita. All night long. Calamo e Manfre vogliono andare a piedi al “Mi Fournér”, per chi non lo sapesse dal centro sono 3km. Anche a Mezzanotte, l’importante è crederci. Salutandoli, scorgo subito dopo una faccia nota. Toh, Yunes. Con la bandiera dell’Iran. Anzi, no… beh, comunque era un tricolore. “Basta aggiungerci da qualche parte un Allah olè ed è uguale” (cit.). Guardo imperterrito Aska, che mi fissa ridacchiando. L’abbiamo citato, ed eccolo… il Diavolo. Fortunatamente, se ne va abbastanza presto. Ci fa con un gesto non propriamente islamico gli auguri per l’esame sparandocelo ad alta voce, noi lo mandiamo apertamente dove non batte il sole godendo per la sua situazione scolastica. A quasi 20 anni, ancora in terza. Torniamo a noi, che è meglio.

Rinvenendo verso la piazza, notiamo assieme ad alcuni personaggi eccentrici alcuni carabinieri anzi, delle gran pattuglie. I Rave, sebbene in pochi, erano decisi e pronti a battagliare. Aska ci fa fare un giro del cazzo per cui ci ritroviamo esattamente nel mezzo, e da qui riusciamo a muoverci solo grazie alle mie conoscenze del centro storico. Volano delle palle da calcio, decine di birre spaccate in terra e un odore di canna che farebbe sentire un giamaicano a casa. Non che non la possa essere. Le cose stanno degenerando, il picco sarebbe stato se nei Ravers ci si fosse messo pure Yunes. Non fu così, e forse è un peccato. Lasciamo la ressa, Fleps torna a casa e accompagno Aska al suo motore, parlando del Don. “Secondo me Berna ha ragione, quando dice che bisogna mettere una top-model davanti a lui per vedere che effetto gli fa.” “Ma sai, è una sua scelta quella di andare in Seminario, comunque lo vedi, no? Tutto molto riservato, va a letto presto… insomma, ha i suoi ritmi.” Il Don, mi dispiace doverlo ammettere, è una mia scommessa persa. Non definitivamente, ma quasi. Non essere mai riuscito a farlo uscire dai suoi canoni, non avergli mai fatto conoscere delle ragazze, nel caso ne conosca a sufficienza qui a Bologna per poterlo fare, o anche solo portarlo fuori a bere e fare le 2 di notte. Tutto questo mai, forse solo un paio di volte. Amen…

Oggi ho saputo il risultato degli scritti. 33, su 45. A me va bene, esattamente quello che speravo e che mi attendevo dopo le mie 4 prove: a mia madre, invece, un po’ meno. Mia madre ama il Don, sarebbe per lei un figlio perfetto. Uno che esce con 100 dalla maturità, che obbedisce ai suoi e che non fa tardi la sera. Matteo è un mio grande amico, ma io non sono così. Io mi sono conquistato un minimo di libertà dai miei, e me la voglio mantenere. Io non sono un seminarista, e la mia vita mi spinge a credere in Dio fino a un certo punto. E non sempre in maniera positiva. Sono anche uno per cui gente come Fleps impazzisce, quando improvviso dopo aver bevuto un po’ di birra un qualcosa degli AC/DC. Siccome il titolo di questa canzone è quello che penso da un po’ di tempo, vi lascio con questa. E forse ci troveremo a cantarla ancora, in mezzo ai Forza Italia di Plaza Mayor. Carlitos

 

 

 

 

 

Sometimes I think,
This woman is kinda hot!
Sometimes I think,
This woman is sometimes not!
Puts me down, fool me around,
Why she do it to me?
Out for satisfaction, any piece of action,
That ain't the way it should be!

She needs love, knows I'm the man,
She's gotta see!
Pours my beer, licks my ear,
Brings out the devil in me...

Hell ain't a bad place to be!

Spend my money, drinks my booze,
Stays out every night!
But, I got to thinkin', "Hey, just a minute,"
Somethin' ain't right!
All the disillusions and confusion,
Make me wanna cry!
Oh, the shame, you're playin' your games,
Tellin' me those lies!

Don't mind her playin' demon,
Long as it's with me!
If this is Hell, then you can say,
It's heavenly...

Hell ain't a bad place to be!



Then late at night, turns down the light,
Closes up on me!
Grap my heart, tears me apart,
Brings out the devil in me...

Hell... ain't no bad place to be!
I said Hell... ain't no bad place to be!
Hell... ain't no bad place to be!
You know that Hell... ain't no bad place to be!