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24 juin

Non ne posso più!!!

Sarò breve, perlomeno rispetto alle altre volte. Avendo finito la 3a prova scritta dell'esame di maturità, è giunto il momento di fare alcune conclusioni. La prima: sono stato un cretino, mi sono messo a studiare fino alle 3 di ieri notte cose che poi alla fine non mi avrebbe chiesto. Ovvio che non lo potevo sapere, però ho subito un chiaro contraccolpo psicologico. Sulle 23 avevo chiesto a mio padre di farmi un caffè e, in assenza di materiale, ha optato per darmi una Bavaria gigante. "Ma che cazzo c'entra!?!". A posteriori, sarebbe stato meglio trincare quella (che non è granchè come birra, ma tant'è) vedendosi il primo tempo del Brasile che perdeva con i Giapponesi. Dopo, non ci sarebbe stato più gusto. Mi stavo per addormentare, quando realizzai che forse non era la cosa migliore da fare. O forse sì. Comunque.
La seconda, è che sono fatto. Ma non di coca. Peggio. E non sono neanche a metà, visto che ho anche la rottura della 4a prova di francese... E l'orale durerà 2 ore su cose che non ho mai visto nè sentito. Ma del resto l'anno scorso hanno segato solo Rik. Visto quest'anno la cosa è alquanto confortante, essere diventato suo amico però può essere stato controproducente. Essere metallari al Galvani è un dazio che si deve pagare. O forse c'era qualcosa sotto. Chissà... Di certo, se quella di Storia non m'avesse detto che avrei avuto il debito solamente il lunedì dell'ultima settimana di scuola (ma avevo 6!) adesso avrei 15 crediti e, forse, ne avrei avuti 5 di bonus in più. No, non ci sarei mai arrivato. Bisogna essere consci dei propri limiti!
La terza, è che ho fatto un tema da 8-9, Inglese da 13 a salire e, visto che la Francia è passata, si spera (in un concetto psicologico puramente Freudiano) di alzare il tutto con la 4a prova del buon Samuel. In totale si opina un risultato agli scritti di 33, il che per uno che vuole arrivare a 70 va benissimo. Sperando che la Francia vinca contro la Spagna. E francamente la vedo dura...
Quarta e ultima cosa, ieri una giornalista radio mi ha intervistato prima di entrare in classe. Va bene dai, ci sto. Mi ha fatto delle domande assurde. Ok, magari c'è poco da inventare: siamo tutti tesi, come sono andate le prove etc. Però quando mi chiedi "Quanto hai dormito?" 4-5 ore... "Per il caldo..??" Francamente, sono rimasto scioccato. Ci stava una risposta del tipo "Dolcezza, ti porto in camera mia poi vediamo quanto dormi tu", ma non me la sono sentita. Ero troppo teso. E stanco. Se però il livello del giornalismo è questo, faccio fatica a capire come non possa diventare un giornalista -sportivo- anche io. E metterlo "in quel posto lì" (cit.) alla prof di italiano. Ovviamente, non in senso fisico!!
Tutto questo, per dire in pratica che mi sono rotto i coglioni. E la gente si ostina a dire "La maturità è la tappa fondamentale della tua vita", "ti resterà nella memoria per sempre" "ricordo che non si potrà mai cancellare" etc. Non Voglio!!! Mi ricorderò piuttosto tutte le partite perse ai Mondiali in Germania, la patente presa apposta a partire da Settembre e l'unica volta, in tutti questi anni, dove non andrò al Playground dei Giardini Margherita la sera a veder giocare la squadra dei due Idoli per eccellenza del panorama cestistico bolognese, Iaia Pozzati e Marco Pappalardo. E le loro tenute mimetiche. Li guardi giocare assieme e dici che sono dei pagliacci, ma loro erano parte di tutte quelle cose che, alla fine, rendevano i giorni post-scuola di Giugno migliori.
Ci sarebbero tante altre cose da dire. Dovrei cominciare a cercare una squadra nuova per l'anno prossimo ma non ho il tempo, discorso patente ed altro ancora, ma prima bisogna cercare di prendere "il voto perfetto" (70). Del resto, Italia prima nel suo girone e Materazzi ha segnato contro la Repubblica Ceca, quindi non c'è una ragione per cui non ce la potrei fare!! Un in bocca al lupo sincero per tutti i Maturandi che leggeranno questo post: visto anche che in filosofia mi ha chiesto Schopenhauer, vi lascio con questa. Non mi veniva in mente nient'altro, scusate... Sperando che finisca veramente, magari non nel significato preteso dal buon Jim. Carlitos
 
 
 
 
 
 
 
This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end

Of our elaborate plans, the end
Of everything that stands, the end
No safety or surprise, the end
I'll never look into your eyes...again

Can you picture what will be
So limitless and free
Desperately in need...of some...stranger's hand
In a...desperate land

Lost in a Roman...wilderness of pain
And all the children are insane
All the children are insane
Waiting for the summer rain, yeah

There's danger on the edge of town
Ride the King's highway, baby
Weird scenes inside the gold mine
Ride the highway west, baby

Ride the snake, ride the snake
To the lake, the ancient lake, baby
The snake is long, seven miles
Ride the snake...he's old, and his skin is cold

The west is the best
The west is the best
Get here, and we'll do the rest

The blue bus is callin' us
The blue bus is callin' us
Driver, where you taken' us

The killer awoke before dawn, he put his boots on
He took a face from the ancient gallery
And he walked on down the hall
He went into the room where his sister lived, and...then he
Paid a visit to his brother, and then he
He walked on down the hall, and
And he came to a door...and he looked inside
Father, yes son, I want to kill you
Mother...I want to...fuck you

C'mon baby, take a chance with us
C'mon baby, take a chance with us
C'mon baby, take a chance with us
And meet me at the back of the blue bus
Doin' a blue rock
On a blue bus
Doin' a blue rock
C'mon, yeah

Kill, kill, kill, kill, kill, kill

This is the end
Beautiful friend
This is the end
My only friend, the end

It hurts to set you free
But you'll never follow me
The end of laughter and soft lies
The end of nights we tried to die

This is the end

 
17 juin

Lettera d'addio

Cari ragazzi,
 
Questa è una cosina, che mi sentivo in dovere di scrivere. Non perchè a redigere post di fine liceo abbia da copiare dagli altri Blog, come quello della Lucia, della Giappo, o di Paso. Non mi verrebbe in tasca niente, anzi. Piuttosto, c'è da chiedersi perchè abbia avuto l'intenzione di fare una cosa del genere; adesso che sono l'una meno 5 di notte, che oggi Aska mi verrà a prendere alle 8 spaccate per fare un altro weekend On Da Road (alla fine quello precedente dev'essere piaciuto...), che alle 9 bisogna essere a Faenza per raccattare un amico e le sue valigie davanti al PalaBubani e che, dopo questa serata qui, sono stanco morto. E devo pure fare la mia, di valigia. Ma va bon... ci penserò poi.
Il motivo è questo. Stasera, cena di classe con le prof. Ma non c'è ragione di parlarne, ci siamo bruciati tutto parlando di scuola quando loro chiaramente non ne avevano mezza. Addio aiuti, quindi, per l'esame.
Già, l'esame. Sono passati 5 anni. Nostro Padre Onnipotente Silvius I (cito da Beppe Braida, ovviamente!!) non è più alla presidenza del consiglio, noi siamo risorti come nel frattempo la Fortitudo ha fatto in tempo a vincere un altro scudo (e Galliani in parterre al Forum ha constatato la bontà dell'Istant Replay), Vanna Marchi e Luciano Moggi sono finiti (spero) in galera con Provenzano e io, dal canto mio, mi sono fatto crescere baffi e pizzo. C'è mio padre che urla per casa cesoie in mano gridando al mondo la sua volontà di tagliarmi i capelli. Ma grazie a Dio sono pure diventato maggiorenne, e siccome per lui qualcosa vuol dire io per il momento li tengo così. 
Sono stati 5 anni intensi. Dicevamo. Ora, è impossibile descrivere quello che ci è capitato, al massimo posso esprimere delle sensazioni puramente soggettive. Da noi è passata gente come la Posani o la Pisi, la Ranco o la Caligiuri. Non sono sicuro che ci abbiano fatto benissimo. Inoltre, i miei primi 3 anni al Galvani sono stati un calvario assurdo. A voler essere amico di tutti, prestando la roba a chicchessìa, tollerando senza colpo ferire gli atteggiamenti degli altri... è una cosa che alla fine non ti porta a un cazzo. Peccato che l'abbia scoperto a 16 anni. Si può sempre fare meglio.
In 3a è cominciato a cambiare qualcosina, vedi la gita in Andalusia (che, secondo me, a posteriori non è stata malaccio) o l'avvento, per alcune materie, dell'allora 3T. Un rocker eccelso da una parte, un metallaro ricco di calorie dall'altra. Gianma e Max. Ok, Gallieri, l'avete intuito. Forse è stato allora che ho cominciato ad essere veramente estroverso. Anche se al tempo non andavo più in là di Rammstein o Iron Maiden da una parte e Led Zeppelin o Jefferson Airplane dall'altra. Poi Miguel in 4a, e le interrogazioni della "Dea Kalì" (cit.). C'è chi l'anno prima godeva con Mascarà, ma il treno per l'Inferno passa almeno una volta nella vita di uno studente. Per tutti. Ah già. Serge. Ma pensateci voi.
Adesso abbiamo finito la 5a e, francamente, non mi sono mai sentito dentro la classe come quest'anno. Sarà che è l'ultimo anno, quindi dovremmo e dobbiamo farci forza tutti assieme. Sarà perchè, a una certa età, le prese per il culo infantili non servono più. Sarà perchè ho cacciato via i cosiddetti "LeopardOcchiali", ma già da un pezzo, e adesso sono più rispettato visto che alla fine è sempre una stupida questione di apparenze. Stasera, poi, siamo scoppiati tutti. L'Anto è fantastica, quando parte con le sue imitazioni. Nel biennio, con lei e altre persone avevo un livello di tolleranza a cui non sarebbe arrivato neppure Giobbe; ma adesso ci si spatacca dal ridere, e quando per l'ennesima volta ho sentito da lei la mia imitazione, assieme a quelle di altri e di tutti i prof, mi son messo le mani in faccia e ho battuto la testa contro il tavolo. L'ho rivalutata completamente, come del resto Eugenio. Uguale, nè più nè meno. Ora io lo apprezzo molto, se non altro perchè quando spara cazzate ci mette sempre qualcosa di nuovo. Anche se mi deve ancora passare il suo impareggiabile repertorio di canzoni dance, e mi dovrà con gli interessi di 5 anni una quantità di soldi, fra fogli prestati e monete, con cui potrei portare fuori a pranzo la popolazione dello Swaziland. Ma tant'è, dettagli.
Vorrei ringraziare ancora Gianma, per il rock'n'roll che mi ha impartito, Paso, perchè oltre al suo punk rock è stato un degnissimo avversario, la Cecilia, perchè è la compagna con cui nel complesso mi son trovato meglio e perchè mi ha passato quasi tutti i suoi appunti, la Lucia, per tutto ciò che anche lei mi ha prestato e perchè è una bravissima ragazza, come del resto la Giappo -la sua vera sorellina e persona simpaticissima- : l'Ale e la Bea per le fermate del bus davanti alla succursale, Gabbaz e Rik per i nostri intervalli groggy, Kikko per la fuga ai Gardens e la Benny, per quel morso quel famoso 11 Gennaio al Transilvania. Il concerto di Gianma. Ha fatto un po' male, lo ammetto. Però sono quelle situazioni dove va tutto bene, quelle cose che fanno serata. E se c'è un rimpianto, è il fatto di averne vissute pochissime.
Se c'è qualcun altro che ho dimenticato, me ne scuso sinceramente. Però adesso è meglio che la chiuda qui, anche perchè non ho ancora cominciato la valigia. Vado a prendermi un paio di giorni di relax a Cervia. Tanto mercoledì si comincia, e saremo tutti lì, per l'inizio dell'ultima volta. Anche se c'è ancora un po' di tempo, tanto vale iniziare il conto alla rovescia. Un po' come gli Europe in Rocky IV. Vi lascio con questa: Ragazzi, Grazie. Non so forse di cosa. Ma di Tutto. Carlitos
 
 
 
 
 
We're leaving together
But still it's farewell
And maybe we'll come back
To earth, who can tell
I guess there is no one to blame
We're leaving ground (leaving ground)
Will things ever be the same again
It's the final countdown...
The final countdown
Ooh oh

We're heading for Venus (Venus)
And still we stand tall
Cause maybe they've seen us
And welcome us all (yeah)
With so many light years to go
And things to be found (to be found)
I'm sure that we'll all miss her so
It's the final countdown...
The final countdown
The final countdown (the final countdown)
Ooh ooh oh

(interlude)

The final countdown
Ooh oh
I'ts the final countdown
The final countdown
The final countdown (the final countdown)
Ooh
It's the final countdown
We are leaving together
The final countdown
 
 
 
12 juin

ON DA ROAD... Sunday + Conclusion

3)SUNDAY

 

 

Dopo la Ferrovia, l'Adriatica. L'S.S. 16, la strada notoriamente più pericolosa d'Italia, dal confine Sloveno fino a S.Maria di Leuca per chi ha voglia di passare al mare un breve tempo della propria esistenza. Ci viaggiano tutti: dai fancazzisti (noi) ai pensionati, dai lavoratori più seri fino ai politici. I fancazzisti, dicevamo.

Tuttavia, leggendo un orario del tipo 2.35 sul cellulare (il Trebbiano spillava nelle vene, chissà com'è che per noi aveva un tasso alcolico potente...), mi accorsi che in quel momento eravamo salvi. A meno che Ascari come la sera precedente non avesse fatto lo stronzo fingendo la parte dell'ubriaco marcio attraverso i viali di Milano Marittima. Ma, questa volta, nell'assuefazione del Trebbiano c'era finito pure lui. Anche il sabato si era trascinato via, come un vecchio e un bambino incontro alla sera, e a questo punto ci mancava solo la Domenica. E fu allora che mi resi conto di esser stato un vero deficiente a dire di no a Ricky il giorno prima, quando ci aveva chiesto di andare a fare un giro la mattina a Cesena, e magari riprendere a scuola la Chiara, la Linda e la Giulia. Chissà come mai. E in quello stesso momento mi sovvenne che, effettivamente, sabato era giorno di scuola anche per me. Dovevo pensarci prima, ma si vede che non era una cosa importante. Non riusciamo neanche a finire le Heineken, si vede che eravamo totalmente fatti... io non avevo mai, prima di quel momento, lasciato una birra a metà. Sarà stato il mal di testa allucinante, classico preludio alla buonanotte del sabato sera, o forse le Heineken non hanno più lo stesso sapore di una volta. Chissà. M'addormento con i jeans, e fu notte e fu mattina. Il 2° giorno.

Bisognava cancellare quel Sabato. Subito. Fra indigestione di pesce e partite a Virtua-Striker5 gli altri avevano già dato: adesso toccava a me godermi il weekend, sempre che uno con meno di 10 ore disponibili riesca a godersi un weekend. Mi sveglio prima delle 9 dormendo non più di 5 ore, e dopo aver mangiato frettolosamente scappo in bici fino in spiaggia per cercare qualcuno. Va detto che io avevo passato TUTTO il sabato con l'unica compagnia di Ascari e Corsi, e Dio solo sa quanto questa sia una punizione crudele, visto che non tifo Milan e che le mie idee politiche non tendono verso Fini o Casini. Ma tant'è. Lascio loro un messaggio abbastanza cifrato, che voleva dire più o meno "ci vediamo là, e non so quando", per poi fare un giro del mio stabilimento e dei bagni limitrofi. Sorpresa. Mario Cavallini e famiglia. "Bella Carlitos!!" Bella, Mario. "Ma come mai non sei venuto a Cento per vedere le partite della squadra??" Mario, adesso ti spiego. Punto primo, siete stati cacciati a calci fuori dai playoff e quindi avevano già finito a metà Aprile. Punto secondo, Cento non è nè Firenze nè Roma, e inoltre la nebbia che c'è da quelle parti fa sì che chi vola a 200 m di quota in zona deve usare un periscopio di 20 km per vederci qualcosa. Mi state simpatici, voglio dire, però è così. Anche in Primavera. Comunque è sempre un piacere vedere Mario, e il suo fratellino che appena arriva mi strapazza di coccole. Peserà 2/3 di me a 7-8 anni: ma è un dettaglio trascurabile. Ovviamente c’è Evang scortato dalla Silvia, la troupe lughese, un paio di bagnini sparsi, e dopo tempo immemore rivedo un Grandissimo. Lasciatemi presentare quest'uomo, un vero e proprio Idolo locale Forlivese: Enrico "Henry" Guardigli. Enrico ha 19 anni, capelli neri che da 3 anni non si taglia (è stato lui di fatto a consigliarmi la cabala del capello lungo in vista dell'esame, che mi taglierò dopo 1 anno il prossimo 22 Luglio), passato con 64 all'ITAS di Forlì (e non chiedetemi cos'è, faccio già fatica a descrivere un Bac), fan dei Manga, dei Rhapsody, metalmeccanico a tempo perso, e grande conoscitore dei locali e della gente della Città di S.Mercuriale. Mi ricordo bene come, l’Estate scorsa, girava con una bandana e sciarpa al collo, sembrando un Tuareg con i sacri capelli di Jimmy Page, facendo il giardiniere notturno del nostro bagno smazzando, a destra e manca delle siepi, una canna di bambù. Ed era anche quello che si detraeva dai festini alcolici, che per lui avevano l’effetto di una vespa su un elefante. Adesso si dedica ad attività più polleggiate, ma non per questo meno remunerative, giocando a Poker in casa di amici a Forlì fino alle 2 del mattino. Talmente completo, che con lui non sai mai come cominciare un discorso: un Grandissimo. Punto. Però non vuol dire che deve per forza iniziarne uno chiedendomi: “Carlo, ma tu credi in Dio??”. Figurati se mi aspetto una cosa del genere da uno che è passato con 64 da un Tecnico. E il fatto che gli risposi, non significa che debba riportarlo allo stesso modo in un Blog. Comunque fa piacere vedere dopo un sacco di tempo la “vecchia guardia” e un po’ di ballotta marittima, in qualche maniera ti fa staccare dalle rotture scolastiche anche se c’è sempre quel cazzo d’esame alle porte. Tanto più che adesso lo posso constatare con angoscia… ho passato 5 anni pessimi e non li posso dimenticare in 4 estati e 3 giorni. Peccato. Ma torniamo a noi, forse è meglio.

Ascari e Corsi, dopo il solito caffettino al bar del porto, dimostrano di aver recepito il mio messaggio venendo al bagno solamente verso l’una. Dopo una partita a racchettoni, non esattamente Nadal vs Federer ai Master di Roma, mi propongono un bagno… però, sapete, io credo che alle 13.40 uno senta anche necessità di soddisfare il proprio metabolismo, anche se lento. Io mangerò anche come un porco, lo ammetto visto che sono 1.95 e la bilancia afferma con disprezzo un eloquente 89, però nessuno mi può togliere una piada speck e fontina dalla bocca alle 13.40. Non so se mi sono spiegato. Ecco, bravi. Cuccia. Pranziamo, constatiamo che i vari libri di storia, spagnolo e statistica la domenica possono stare anche lì a marcire, e torno in spiaggia in bici verso le 15, cercando di togliermi i due ospiti di mezzo per più tempo possibile. Il piano sembrerebbe pure funzionare, ma mentre mi stavo accingendo a incontrare i miei amici (e le mie amiche, soprattutto) del Silver, Mario mi si presenta davanti all'entrata del bagno (ovviamente inteso come stabilimento balneare, non voglio che qualcuno capisca male) chiedendomi, come un avvoltoio che aspetta la miglior vita di un naufrago del deserto, di fare il quarto giocatore. A racchettoni. Ehm... ma sì, va bene Mario, è da tanto che non ci vede. Contro la Silvia e Fede siamo sotto 5-1 dopo 6 games. "Devo centellinarmi, ho una certa età e lo dovresti anche sapere." Vinciamo 9 a 6. L'esperienza conta. Ma è passata un'altra ora, dannazione. Meno male che gli altri 2 al momento non si fanno vedere. Scappo al Silverio, e finalmente riesco a incontrare tutti e tutte, con poco più di 3 ore da giocare alla fine del weekend. Alle 19 infatti si sarebbe tornati a casa, nonostante le suppliche fondate sui rotoli di Nutella che avrei nel caso promesso ad Ascari. Così purtroppo è poco, troppo poco. Giusto il tempo per un paio di partite a pallavolo, granite a volontà e discussioni pre-esame, ma sono cose che possono rendere bella una domenica pomeriggio, non certo un intero fine settimana. Parzialmente recuperato dal fatto di avere fatto un po' di moto -ho già parlato delle mie impietose condizioni fisiche- dall'aver conosciuto un sacco di gente nuova (e simpatica), e di avere ritrovato in ottime condizioni i vecchi amici. A cui tengo veramente moltissimo, ci tengo a ripeterlo e a sottolinearlo... il look da bullo romagnolo del Mistu o i capelli alla Jimmy Page di Henry, senza contare l'espressione solare della Giulia o il volto angelico della Chiara, sono piccoli particolari che mi piacerebbe vedere più spesso. E che forse darebbero un sapore migliore alla vita che faccio. Lasciamo stare, lasciamo le cose al loro posto per evitare di romperle. Già che di questi tempi a Bologna si fanno scricchiolanti, per una serie di motivi. L'orologio indica le 19.10, sono anche in ritardo. Mezz'ora al telefono con i miei per decidere che strada prendere, alla fine si propende per la Cervese verso Forlì. "Aska, se vuoi te lo rispiego: se da queste parti mettono la superstrada per Roma in mezzo alla campagna è perchè..." Basta, ci siamo già espressi. Se non avete capito andate a rileggervelo, dev'esser da quache parte in questo racconto. 2 Ore di coda per arrivare a Bologna sull'A14, dopo aver severamente abolito Hilary Duff come musica nell'autoradio, mentre nel frattempo Corsi riceve dritte dai suoi compagni S.Luigini sul cosa fare appena tornati in patria. "Sono tutti dalla Matilde." La mia vicina di casa. Va bon, dopo vedremo. Torno a casa alle 22.30, i miei ci stavano aspettando con trepidazione, Ascari spiffera tutto il contenuto del weekend ai vecchi stessi mentre Corsi viene invitato, assieme a me, ad andare giù nella strada dietrostante da Manfre, Calamai e la Maty. Dopo ci raggiunge anche Aska, mentre io mi presento bellamente e sfacciatamente in pantofole, di fronte alle cinture e ai pantaloni dei compagni di Fleps targati D&G. Immagino che, se avessi fatto qualcos'altro quella sera, mia madre mi avrebbe tenuto chiuso in casa fino a fine Luglio. Tanto più che la Maty decide di andare a letto, ed era ovviamente anche sto giro la sola componente femminile del gruppo. Manfre, Cristo, Fattela. Ci sta. VAI. No. Ok. Come vuoi. Lui, Ascari, Corsi e Calamai passano da me un secondo, visto che avevano deciso -non so in che modo- di andare fuori assieme, ovviamente scortati da Aska. "Tu non vieni, Pedro?" No, rega. Ho dato. Troppo vecchio. O, forse, troppa esperienza. "Se proprio vuoi oh..." Tranqui... Bella Pedro. Grazie di tutto. "Di niente, figuratevi. Bella Corsi, Bella Aska. E Cala." "Grande... Bella Pedro!" 'Notte. 

 

 

Ok. Riflessioni finali. Innanzitutto, io non posso pensare di fare un altro giro in riviera ascoltando Wake up e Beat of my heart. D'altronde, non posso neanche credere che le canzoni d'amore più belle da un punto di vista oggettivo le abbiano composte un gruppo come i Modena City Ramblers. Ma questa è una constatazione odierna. Ciò che voglio dire, è che il nostro è un esempio di come si possa essere amici anche se completamente diversi, per aspetti come musica e carattere. E, in primo luogo, per la politica. Per dire, questi due avevano intenzione di trascorrere parte della giornata di sabato a Predappio. Se non sapete chi è nato lì, andatevelo a rivedere sulle biografie dei personaggi storici degli anni '20. Ma lo facevano essenzialmente per farmi incazzare, intendiamoci. Se lo avessero fatto veramente, credo che li avrei impalati a sangue come spero che Piero Bucchi abbia fatto con Lynn Greer dopo gara1. Paso e Shaq sanno bene a cosa mi riferisco.

C'è da dire che, forse, Aristotele era più attuale di quanto io avessi mai pensato. Quando parla delle 3 amicizie, del bene, dell'utile e .... oh, non mi ricordo, Vaffanculo. Cmq, dell'utile. Affermò come molte persone si potessero trovare bene insieme, ma sostanzialmente solo per soddisfare o avere dei potenziali vantaggi. Nonostante tutto infatti, il weekend è stato bellissimo, però non sarebbe mai successa una cosa simile senza la Ka di Ascari o senza la pilla di Corsi. D'altronde, io ci ho messo la casa. Sempre che quel buco di 35 mq che ci ritroviamo possa meritare quest'appellativo. Ciò che spero vivamente, è che non sia un'amicizia di questo tipo. E mi dispiace perchè credo di averne viste troppe in questi ultimi tempi, specialmente all'interno del mio liceo. Ma non me la sento di andare oltre, non mi va di fare polemiche. Casomai ne riparleremo alla luce del giorno, visto che sto scrivendo queste menate all'una e mezza di notte.

Per il resto, beh... Ascari ha avuto ragione sul ristorante del Sabato sera, ma questo e altro immagino possa fregare a pochi, Corsi oramai ha una strutturazione fisica da over60 vista la quantità di paglie che fuma e io... beh, io in teoria avrei un esame fra 10 giorni. Tanto è già tutto scritto: si studia da lunedì a venerdì e venerdì sera si torna giù. E il lunedì e il martedì dopo si ripassa. Abbiamo già l'assenso di tutti, compagni (o camerate, visto il clima...) e genitori, quindi per scaricare un po' di tensione e pressione non vedo perchè non si debba rifare un altro weekend On Da Road. Sperando che, al posto di quei cd lì, si metta almeno per l'andata una qualche colonna sonora un po' più consona. Per esempio, ci sarebbe questa.

 

 

 

 

Sei partito alla grande con Alberto e con la moto
Siam venuti tutti quanti a salutarvi
Con un augurio, un abbraccio, una risata e una bottiglia
E le ragazze una lacrima ed un bacio
Nel bagaglio avevate due coperte e un po' di mate
Una chiave del 10 e fil di ferro
Una mappa, qualche libro, un paio di indirizzi
Hermanos, vayanse con Dios!
Nonstante le cadute e le rotture del motore
Avete attraversato il continente
E scroccato da mangiare e sofferto freddo e fame
E abbandonato la moto in rottami.
Hai parlato con gli indios rassegnati ed impassibili
Ai mineros dai polmoni avvelenati
Ai lebbrosi sepolti in ospedale giù all'inferno
E li hai portati nel ricordo con te
Addio, non perderti
Resta allegro come sei
Dalle piste di Temuco
Alle vette di Abancay
Tieni gli occhi sempre aperti
Custodisci l'ultima idea
Noi ci prepariamo a seguirti
TRANSAMERIKA
Ho sentito che da allora sei diventato grande
Comandante vittorioso e poi ministri
Che hai sfidato dittatori e per anni li hai beffati
E che adesso tutto il mondo ti conosce.
Ma a noi piace ripensare alla tua voglia di partire
Alla moto caricata all'impossibile
Agli scherzi di Alberto, alla sete di avventura
E' un bel modo per dire libertà
Addio, è il capolinea
So che non ritornerai
A Quebrada de lo Yuro
Ti aspettavano i macellai
Ti hanno mostrato ai giornalisti
Hanno detto "Eccolo, è lui"
Regna l'ombra su Valle Grande
TRANSAMERIKA
Addio, dormi tranquillo
Perché non finisce qui
L'avventura è ripartita
Resta intatta l'ultima idea
E da qualche parte del mondo
C'è qualcuno come te
Che prepara un nuovo viaggio
TRANSAMERIKA

 

 

 

 

Ok, la loro hit più famosa è stata la cover folk di Bella Ciao. Aska, non lo metto in dubbio. Però, fammi un piacere: prova a sentirti questa, visto che sui 20 anni bisogna anche cominciare a essere oggettivi. E dimmi se non ci sta. Mentre tu ci pensi, io vado a dormire, e vi auguro una Buonanotte. Ogni cosa è già fatta, ogni cosa è già detta... quando vedi che il racconto è finito.

7 juin

ON DA ROAD...

2)SATURDAY

 

Il tempo di superare il ponte che collega Milano Marittima a Cervia, costeggiare il lungomare D'Annunzio (cazzo... quel fascista di merda mi segue anche qui..??), e fu Sabato. Mi venne in mente che, a pochi metri da quel ponte, quest'estate c'era un chiosco di piade aperto fino a tardissima ora; mi ricordai pure che, sempre quest'estate, c'era un locale da quelle parti dove andavano a mangiare i cosiddetti "Campioni" del Cervia, e le mie amiche del mare sbavavano alla vista di gente come Morelli o Bertaccini. Peccato che siano finiti... il programma, e loro. Almeno nelle "Minors" esiste ancora un po' di calcio serio. Ma tant'è, dicevamo.

Il chiosco in questione è chiuso, in rimando alla legge Romagnola delle festività, ma a questo punto ci siamo messi in testa di volere una piada, e immantinente. Facciamo ai 100, sempre con i Gem Boy a palla, 3 giri attorno al paese; ma tutto quello che riusciamo a trovare sono 7 baracchine chiuse. Facciamo venire l'una, per poi tornare a casa. Le MacFarland erano ben ghiacciate, mentre il tempo, alla maniera di Angus Young in Thunderstruck, ci annunziava guai peggiori durante la giornata. Ci trasciniamo fra fumo, sudore e risate, e la puzza di alcol delle notti d'Estate, per poi comprendere in un secondo tempo che, effettivamente, le 2 del mattino sono un orario per cui il letto va preso un minimo in considerazione. Risparmio a tutti quello che ci siamo detti io e Corsi durante il dormiveglia... delle gufate allucinanti. La prossima volta mi metto sul divano, il materasso te lo lascio tutto. Peggio dell'Atomica. Bella Aska. Bella Corsi. Bella Pedro. 'Notte.

Lo stesso giorno, ci svegliammo alle 10, avendo puntato le sveglie a quell'ora. Per poi riaddormentarci 10 minuti dopo. Siamo spossati, e non abbiamo davanti un futuro di grande rilevanza a livello fisico. Forse, non abbiamo neanche un futuro. Ah già, l'esame. Beh, comunque, a dire la verità non mi ricordo molto di quella mattina: ricordo che mamma Ascari ci diede il latte caldo verso mezzogiorno, che Corsi lesse i fumetti che io leggevo ben più in là di 10 anni fa (e non esattamente manga) fumando il suo consueto pacchetto di Camel quotidiano, e che pranzammo alle 14, se non dopo, perchè lo stesso Ascari continuava a perdere partite su partite a Virtua Striker. D'altronde, non si può pensare di vincere con l'Ucraina solo perchè c'è Shevchenko. La spiaggia era totalmente inagibile, visto il giorno di pioggia, e mi stavo rassegnando oramai che a questo punto ci saremmo andati solamente la Domenica. Tutta colpa di padre Gufo. Oh, a proposito. Padre Gufo. O Perfetti, come preferite. Gira voce che, in quel del Liceo classico (privato) S.Luigi (Bologna), ci sia una (poco) simpatica presenza in grado di terrorizzare tutti gli alunni. La figura in questione è proprio quella di costui, Padre Perfetti (per la felicità di Corsi che leggerà sicuramente), ottantenne portatore di malocchio e odiatissimo da tutti i poco più di 200 studenti dell'edificio, tutti andanti dall'Udc all'estrema destra. 2 Aneddoti. Il primo: una volta il Sommo fece gli auguri alla professoressa di Francese incinta, salvo che poi 2 giorni dopo crollò dalle scale e si spezzò la gamba. Il secondo: una volta salutò, prima di andare a scuola, tale Manfredi Di Vita, amico romanista mio e di Corsi. Manfre prese 4 in Spagnolo, 4 in Italiano, perdette il portafoglio (poi ritrovato) e ruppe il cellulare. Bella Padre, ma io non ci credo. Anche se alla fine questa è la potenza di DIO...

Bisogna ammettere che comunque ha portato sfiga. C'era un tempo di merda, e non ho visto praticamente nessuno dei miei amici del mare. Chiamo la Chiara e la Linda, sapendo che la Giulia e Ricky sarebbero stati occupati, ma devono andare alla festa di un loro compagno di classe a Cesenatico. Con la Giulia. E devono ancora fare il regalo, si vede che almeno per qualcosa hanno preso da me. E devono andare a prenderlo in un posto con un nome "che l'hanno messo su chissà come, dove e perchè" (cit.). Non mi sembra neanche utile andare a giocare a racchettoni sotto la pioggia, anche se con la gang lughese due ghigne su Moggi e Giraudo le puoi sempre fare. Rudi e Savo sono gobbi, chissà se lo rimarranno... Banco 200 euro (che non ho, ma posso procurarmi in maniera sporca...) che più della metà dei gobbi che conosco cambieranno squadra se la Juve andrà in serie B. Faccio un giro in bici lungo i piccoli e alberati viali cervesi, perchè non avevo voglia mezza di studiare, leggo qualche pagina di Kerouac e, senza sostanzialmente aver fatto un cazzo per tutta la giornata, facciamo venire sera.

Ascari aveva già espresso, anche prima del nostro arrivo, il suo desiderio di andare a mangiare pesce. Giusto, dico io: basta che ci sia il fritto misto, se no mi trovo nei guai. Andiamo verso il portocanale, dove circa una decina di ristoranti, tutti ovviamente con specialità pesce, stanno aspettando solo i nostri soldi. Barracuda, Dalla Dina, Nautilus, Taverna dei Pescatori... alla fine Aska rimane attratto dalla "Cambusa", dove sinceramente non ero mai stato. E vedo anche il perchè. "Gran Fritto Cambusa..." ...15 sacchi. Siamo fuori. "Sèeee", sibila Corsi. "Sì, ma qui dentro fanno delle cose che non ho mai mangiato... dai proviamo." Aska. Alla fine, 2 dell'opposizione contro un filo-Gucciniano. Bisogna farli contenti, hanno perso tutto. Grazie a loro stessi. Entriamo. Passa mezz'ora prima che si accorgano della nostra esistenza, e chiaramente vengo servito per ultimo. Dapprima, mi portano un vassoio gigante di patate fritte. Il giro dopo, un contenitore enorme d'insalata. Infine, un Fritto che, veramente, avrebbe "sfamato Ferrara e Galeazzi (cit.)". Il tutto innaffiato con un Trebbiano di indubbia origine, visto che si parla di Romagna, e limoncello. Ce la caviamo in 3 con 60 euro. Se passate da quelle parti, andateci: La Cambusa. Tanto adesso si fa pubblicità su tutto. 

Usciamo malconci, Corsi subisce già un minimo d'imbresco con il solo limoncello e a questo punto comincia la notte. L'idea di Ascari è chiarissima, quella di andare a Cesenatico: nonostante la resistenza del Corsi stesso, che voleva passare una serata in polleggio a Pinarella. In realtà, sapevo benissimo perchè Aska voleva andare a Cesenatico; non ci voleva un genio, e ce lo afferma subito dopo. "Pedro, sai dove vanno le tue amiche stasera alla festa?", mi chiede con accento sboccato dalle vongole che sapevano, evidentemente, di Trebbiano. "Figurati se gliel'ho chiesto...". La situazione era: Ascari voleva, e poteva, imbucarsi alla festa; Corsi poteva, ma non voleva; Io nel complesso avrei voluto, ma non avrei mai potuto..! "Cesenatico è un buco." Allora, si parte. E si parte con 883 mischiati al metallo demente di gruppi come gli Atroci, che ad Aska piacciono tanto. E La canzone del Cazzo, sempre i Gem Boy. Io alla fine apprezzo, perchè fan ridere, ma mi devo disintossicare. Ho bisogno di Freddie Mercury... perchè è morto così presto? E perchè Magic Johnson ha smesso (per lo stesso motivo) di giocare? Dio...

Aparchiamo poco fuori il centro, sempre che Cesenatico abbia un centro, passeggiamo sul Portocanale (ma da queste parti quanti cazzo di portocanali hanno??), incocciamo 2 o 3 pub aperti, ma niente di più. Proseguendo il giro, andiamo verso un paio di viuzze più periferiche, dove, a mezzanotte del sabato, stavano sbaraccando il mercato. Sono impazziti. Perdonali padre, perchè non sanno quello che fanno. Come... a Mezzanotte!!! Del Sabato??? Il grido "Lasciamo perdere", viene definitivamente emesso qualche minuto dopo, quando vedo padre (50enne), madre (30enne e "alquanto gnocca, cit.") e figlio (10 anni, non di meno), giocare a calcio per la strada con un bicchiere di carta rotto. Aska, lo so!! Non me lo devi ripetere, chi cazzo sono loro, a est di Toscanella di Dozza!! Cristo!! Per il resto decidiamo di girare ancora un po', tanto l'idea della festa l'abbiamo consensualmente lasciata alle spalle, giriamo con la Ka per viale Carducci e sbagliamo strada; non ho il GPS puntato su Forlì e provincia, la mia specialità è quella delle vicoli bolognesi. E ancora 883.

 

 

 

Ne parlavamo tanto tanti anni fa
di quanto è paranoica questa città
della sua gente delle sue manie
due discoteche centosei farmacie
e ci troviamo ancora al punto che
si gira in macchina il mattino alle tre
alla ricerca di qualcosa che poi
cos'è non lo sappiamo nemmeno noi
con un deca non si può andar via
non ci basta neanche in pizzeria
fermati un attimo all'automatico
almeno a piedi non ci lascerà
in questa città
di un tabaccaio neanche l'ombra oramai
ne restan due scegli quella che vuoi
che cosa lascia accesa a fare la "T"
che poi i due stronzi se ne accorgono qui
guarda di là quei cani che ululano
per una femmina che dice di no
adesso vanno in giro a fare gli eroi
poi torneranno a casa un po' come noi
Con un deca.....
è l'ora che si tiran fuori le idee
per diventare miliardari anche se
esiste già quel che vogliamo inventare
ci manca solo il disco orario solare
resta la soluzione divi del rock
molliamo tutto e ce ne andiamo a New York
ma poi ti guardi in faccia e dici dov'è
che vuoi che andiamo con ste' facce io e te
Con un deca...

 

Quittiamo, lasciando alle spalle la scritta "Cesenatico" verso le 2. Stavolta in frigo c'erano le Heineken, ma dopo quella mangiata non è che ne avessimo proprio necessità subito...

 

   

6 juin

ON DA ROAD... Intro + Friday

PREMESSA.

 

Ok. Allora. Mi è stato detto che, per ogni testo a lunga stesura, è importante o quantomeno consigliato fare una piccola introduzione. L'unico problema, è che non ho assolutamente nulla da prefazionare o da introdurre di sensato, fronte a un argomento del genere; un week-end dove sia io che i miei 2 compagni di viaggio il senso l'abbiamo lasciato a casa a marcire, qualora nelle nostre vite ce ne fosse mai stato. E magari, forse un giorno, arriverà. Tuttavia mi rendo conto che ho lasciato alcune faccende in sospeso in questi 3 giorni, quindi sarà meglio utilizzare questo spazio per cercare di pulire la mia coscienza. Che tanto di questi tempi non conta più un cazzo, è un altro discorso. Però, io una coscienza pulita e linda la voglio avere.

Prima di tutto, le scuse. Mi sento in dovere di scusarmi con Giamma, perchè mi aveva detto che i Black Bulldog (il suo gruppo, tanto per far pubblicità) suonavano domenica sera alla Festa dell'Unità di Molinella. Io avevo proposto, e i miei amici ci stavano pure volentieri, solo che al ritorno non avendo fatto la S.Vitale ma l'A14 (in coda per 3h) non ci siamo passati: siamo stati coglioni noi, e lui non ci ha visti. Mi dispiace, perchè Giamma è sempre contento di vedere pubblico, e non sono stato di parola. Una volta, ero contento di vedere pubblico anch'io: ma adesso pregherei la gente perchè non mi veda giocare a basket. Uno scandalo. E non vado oltre. Vorrei scusarmi anche con i nostri vicini di casa, che giù in quel di Cervia hanno assistito al peggior week-end a cui avrebbero mai potuto assistere, a livello di inquinamento acustico: in particolare, al Forlivese che tiene una casa-giardino sotto di noi e che ti sciorina, senza rispetto alcuno, 2 simpatici catamarani posteggiati nel suo parco personale. Si è preso insulti, mozziconi e credo pure qualche lattina di Heineken, assieme a qualche urlo da stadio propriamente emiliano. Salvo poi scoprire che non c'era. Va bon, quando vedrà piccoli contenitori sospetti uniti ad erba bruciata dalle sigarette... beh, comunque non saprà mai chi è stato. L'importante, è che capisca lui perchè è successo, ecco. Per ultimo, vorrei scusarmi con Kerouac: perchè ho preso a prestito il nome della sua opera più famosa, il Vangelo della Beat Generation, che poi sostanzialmente siamo stati "On The Road" proprio per un cazzo. Giusto Bologna-Cervia, Cervia-Bologna, una capatina a Cesenatico e 200 metri per arrivare a Milano Marittima. Non posso neanche dire che noi e lui avevamo in comune l'accampamento nomade che si stava delineando e spacciando per casa mia, perchè lui la casa neppure ce l'aveva. Una blasfemia, questo titolo. Scusami Jack. Ho corretto con "On da Road", spero che vada bene così anche se so che in effetti per gente come il buon Paso questa è brutta da digerire.

Adesso, vado con i ringraziamenti. E qua, vi devo presentare i miei ospiti, o, se preferite, i miei compagni di viaggio. I miei annientatori, esatto. Andando per ordine alfabetico, Giulio "Aska" Ascari e Filippo "Fleps" Corsi. Ascari e Corsi. Mi piacerebbe dire "Se proprio volete...", ma devo fare pure questo. Uno ci ha messo la macchina, l'altro la pilla, cazzo...!!! Aska. Del profilo fisico, non me ne frega proprio un cazzo: basta dire che all'anagrafe è più grande di me e che con i suoi capelli e i suoi baffi sembra un D'Annunzio appena più basso e Metal. è Lui quello che ci ha scarrozzato avanti e indietro con la sua Ka, è lui quello che segue tutto il calcio secondo per secondo, quello che si spaccia per frequentatore assiduo del corso di Economia e Marketing all'Università e che gira fiero fra i suoi coetanei mostrando la sua appartenenza politica per AN. Simpatico oggettivamente, bisogna ammettere. Però... AN. C'è da dire che con Corsi si finisce sempre per conoscere questa gente qui. "Mmm... Corsi, eh?? (cit)". In effetti, Fleps è uno un po' a parte, digiamogelo, uno per cui Montgomery Burns non avrebbe dato un centesimo di più se ci avesse fatto il dipendente. Di destra pure lui (Udc...), tifoso della Fortitudo, amante di tutta la Dance, del Wrestling e dei Motorhead e S.Luigino di Merda. Ma è il mio migliore amico. Ed è, come già detto, quello che ci ha messo la grana il più delle volte. Certo che se ti risponde "Eh beh oh, faccio il S.Luigi" ti viene voglia di salassarlo a sangue. Anche quando canta i cori da Fossa. Mi dispiace ragazzi, conosco questa gente qui. Se avete di meglio.... anche dell'altro sesso, va bene. Come ultima cosa, vorrei dedicare a me stesso questo e i successivi post di questo week-end. è 1 Stronzata, nonchè una cosa pessima da un punto di vista etico. Ma i motivi li capirete ben presto... Buona lettura...

 

 

 1) FRIDAY

 

 

Si era detto "9.30, puntuali qua". Non al bar. "Però, lo sapevamo già". Che tra un po' di traffico e il resto, lasciamo casa poco dopo le 10 del mattino, ignari di ciò che ci e mi sarebbe capitato. Mio padre fa il sarcastico, mio fratello mi caccerebbe fuori dalla porta a calci e mia madre che cerca di implorare il pater stesso per aprire giù la casa assieme a noi. “’Sti cazzi” è stata la risposta, sua e nostra. Punto il mio GPS intellettivo, utilissimo specie quando c’è necessità di una salutare fuga, e quittiamo definitivamente il centro di Bologna. Si comincia malissimo. Ora. Io non è che voglia fare a tutti i costi un viaggio “On the road”, anche se confesso sarebbe stato un sogno, qualcosa di fin troppo bello. Voglio dire: un viaggio dove avrei preso la mia chitarra stra-scordata e ci avrei suonato su una qualche ballata folk, di quelle che sapevo fare fino a 3-4 anni fa per poi rendermi conto che non ne ero assolutamente capace, risultando quasi più antimusicale tecnicamente del basso di Vicious. Voglio dire, un viaggio dove sull’A14 il sole sarebbe picchiato trasversalmente come neanche quello dell’Arizona insegna, con occhiali da sole e noi a goderci il panorama, seppur monotono, della bassa emiliano-romagnola. E voglio dire pure un viaggio dove le colonne sonore sarebbero state "Everybody’s talkin'", Santana (vedi Black Magic Woman e Abraxas) a palla , "TransAmerika" e in generale l’album acustico dei Modena City Ramblers e qualche folle delirio psichedelico dei Pink Floyd, "Echoes" su tutti. Ma, purtroppo, i tempi cambiano. E Dio solo sa quanto in peggio. D’accordo, forse così era troppo utopico; ma d’altronde se non succede in queste occasioni allora il minimo di concretezza che c’è dentro l’utopia svanisce completamente. Già la Ka per me è una macchina anacronistica visto il mio vecchio modello di viaggio, per cui andrebbero sviscerati alcuni gruppi della West Coast, ma non, e sottolineo NON, si può fare un giro in macchina al mare con Hilary Duff che trabocca fuori dai finestrini. “The beat of my heart, the beat of my heart… Pedro, non canti??” Sfigati. Non è così che si va al mare, e soprattutto quella non ve la farete mai. Siccome alla fine questo è lo scopo di quelle canzoni, allora che cazzo la cantate a fare?? Scusate, siete di destra. Avete ragione anche voi. E parlate pure, di politica. Per fortuna che almeno di questi tempi hanno inventato Walkman ed mp3, puntati su Wooden Ships e su qualcosa di californiano, arrivando fino a “There is a light that never goes out” degli Smiths. Dopo la pausa paglia al “Santerno”, per la quale se no Corsi rischiava di morire, ci avviciniamo sempre di più –grazie al cielo- verso il casello, in questa gita di inizio secolo. Paga Corsi anzi, Ascari ha il Bancomat. Beh, vedete di sbrigarvela voi perché vista l’andata io non avrei sborsato un centesimo anzi, se non fossi così buono d’animo ne avrei anche pretesi. Indico ad Aska la strada, e siamo a Cervia dopo un viaggio da incubo all'una meno 20. Partiti alle 10... manco avessimo un maggiolone dan tan o una testuggine con un volante. Ah già, la Ka. Dovevo vedere la Linda alle 12 in punto... 5 messaggi e 2 chiamate, Sorry... Ma con questi, come cazzo si fa a passare un week-end?

Arriviamo accendendo a fatica Gas, Luce, Acqua, Frigo e altre menate varie. Si propende per una piada. "Corsi, al mare non c'è nessuno, sono le 13.20... sai com'è." Decidiamo di prenderla davanti alla coop, in modo da far la spesa subito dopo: solo che il supermercato in questione è chiuso in quanto 2 Giugno, Festa del Sessantenario della nostra Repubblica. A questo punto Ascari è fuori di sè. "Ma come si fa a chiudere il supermercato durante un ponte?? Che qua alla fine vivono solo di turismo... Cè, è assurdo!". Vero Aska, ma renditene: Sono Romagnoli. E alla fine mi stanno pure simpatici, anche se ne potrei raccontare altre sul loro conto: se Gabbo era presente con me sul pullmino in quel di Forlì con la squadra ci può tranquillamente pensare lui. Frattanto, pensando alla questione repubblicana, faccio una breve considerazione. Secondo me, a S.Marino ci stanno prendendo sonoramente per il fondello. 60 Anni vs 8 secoli. Visto anche quello che col tempo siamo diventati, credo fermamente che dal Titano ci stiano sfottendo e non poco. Meglio non pensarci, va'. Per il resto, andiamo, torniamo, caffè in un bar, Corsi fa in tempo a finire le sigarette e andiamo in spiaggia alle 17. Ma rega, che cazzo di orari avete?? Avete le menopause lavorative?? Beh insomma, andiamo in spiaggia, anche se vista la giornata semi-uggiosa non c'era quasi nessuno. Riccardo, la Giulia, la Fede, la Linda. Corsi, basta. Contieniti. Te l'ho fatta presentare. Se non hai concluso non è colpa mia. Non mi puoi dire a parte quello che pensi di carino su di lei, quando davanti a lei stai muto come un mafioso campano. In sostanza, polleggio vicino al tavolo da Ping-pong e qualche tiro a canestro sul pregiato parquet di finti mattoncini del nostro stabilimento balneare. Lascio solo Ascari, almeno che agisca lui. Niente. Si torna a casa, con tutta la roba da sistemare... dopo un'attenta analisi, concludiamo che è meglio lasciarla lì dov'è. Troppa fatica. Stappiamo delle bottiglie, e ceniamo facendo pronostici sui mondiali di calcio. "Ne prendiamo 5 dal Ghana, lo sai vero? Asamoah, Muntari, 2 Appiah ed Essien!" "Lo so." Alla nostra.

Finito il desinare, doccia ancora senza il caldo apporto del Boiler, onde per cui grida disumane si elevano dal bagno. Con i vicini di casa Forlivesi tanto mi sono già scusato. Propongo ai 2 di andare a far loro vedere il centro di Cervia, ma in effetti ciò che premeva Ascari era ben altro: in pratica, andare a Milano Marittima a vedere un po' di ragazze. Aridaje. La mattina Hilary Duff, la sera a "Mi.Ma" (impalate a sangue chi ha posto questo soprannome) e nel mezzo... va bon lasciamo perdere, da adesso in poi non voglio più tirare dentro nessuna ragazza. Non mi conviene. Sappiate che a quelle 3 io voglio un gran bene e basta. E loro ne vogliono a me. Punto. Parcheggiamo in via Forlì (basta..!!), e sotto una pioggerellina battente andiamo a far due passi nel modernissimo centro storico di M.M.... chissà se 406 anni fa Giordano Bruno l'hanno bruciato in una piazza così. E il buon Dante ne avrebbe parlato qualche secolo prima come di Sodoma e Gomorra. Eravamo gli unici 3 vestiti, non dico normali, ma con addosso un valore in euro alla fine accettabile... toh ecco, sotto i 350 a testa. Non c'è spazio nemmeno per uno spillo, mentre i bar e le discoteche della zona illuminano le vie della notte ravennate di luce non vera... Esteticamente, è fantastico. Ma Don Tonini qua non ha fatto il suo dovere. Per niente. Porto i soliti due a spararci Sangria e un Trenino Light al Chili Pepper, prima di cedere di schianto all'eccelso bombolone di cioccolato del Forno Baldani: questo posto è stato anche oggetto di leggende metropolitane. Gabriele, uno dei uomini chiave della nostra parrocchia, racconta come 20 anni fa quel Forno era costituito da una saracinesca completamente abbassata, giorno e notte, fatta eccezione per un buco in mezzo, dove chi voleva mangiare un qualche dolciume era soggetto solo agli occhi dei padroni, e a nessun'altra parte del corpo. Stile pizzini di Provenzano. Adesso, il Forno in questione è diventato uno dei posti più conosciuti della costa cervese. Ma perchè mi viene in mente la Mafia...?? Mah... Dopo esserci imbrescati ben bene, torniamo alla macchina ascoltando non mi ricordo cosa. Ma faceva così:

 

 

La donna è come un computer
appena nuovo ce l’hai
ci passi le serate
e con gli amici non esci mai.
Spendi milioni in accessori
col tuo joystick tra le mani
sogni con lui di fare sempre
alcuni giochi strani.

La donna è come un computer:
per quanto ti sforzerai
di seguire i procedimenti
non li capirai.
Non è lui che deve farlo
sei tu che ti devi adattare
riesce sempre a ricordarsi
ogni minimo particolare

Peccato che, quando diventa vecchio tu non lo possa cambiare
Peccato che, a casa e in ufficio non puoi averne fino a che ti pare
Peccato che, non puoi mettere la password per usarlo solo tu
Peccato che quando rompe non lo puoi spegnere e non pensarci più

La donna è come un computer
sbagli rischi di perdere tutto.
Spesso non puoi tornare indietro
dopo col joystick smanetti di brutto.
Con gli amici parli sempre di quello
e spesso vai in giro dicendo
del tuo grosso disco rigido
che più volte hai messo dentro.

Peccato che, quando diventa vecchio tu non lo possa cambiare
Peccato che, a casa e in ufficio non puoi averne fino a che ti pare
Peccato che, non puoi mettere la password per usarlo solo tu
Peccato che quando rompe non lo puoi spegnere e non pensarci più

La donna è come un computer
l’hai comprato da poco ore
e subito ti accorgi
che potevi averlo migliore.

Peccato che, quando diventa vecchio tu non lo possa cambiare
Peccato che, a casa e in ufficio non puoi averne fino a che ti pare
Peccato che, non puoi mettere la password per usarlo solo tu
Peccato che quando rompe non lo puoi spegnere e non pensarci più...


Sulla via di casa, i Gem Boy. Magari non siamo ancora in un contesto musicale puramente decente, ma di certo 50 volte meglio di Hilary. "A me piace la Duff". E a casa, c'erano ancora le McFarland in frigo...