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04 ottobre

Friendship in a bottle... somewhere.

Non fareste i critici di qualcosa, se non vi piace il pepe?

Se siete arrivati a questo blog, vi propongo un film da leggere.

 

 

DA ZERO A DIECI

(so che mi odierete. L. Ligabue.)

 

 

 

Estate 2000. Quattro amici, ben oltre i 30 (Giove, Baygon, Biccio e Libero i loro nomi), decidono di abbandonare una insipida, e deserta Correggio per un weekend nella giovane, e “luccicosa” Rimini. La vacanza è all’insegna del revival; l’intento comune è infatti quello di terminare nel migliore dei modi un fine settimana iniziato esattamente vent’anni prima, ma mai veramente concluso. Per questo motivo, nella città romagnola si rivedono anche le ragazze di allora, scaricate la prima volta senza ragione apparente, ma come i protagonisti ora più desiderose che mai di divertirsi: Lara, Betta, Carmen e Caterina, fra feste in spiaggia, corse in risciò, concerti e discoteche. Come i giovani, da giovani, tutti insieme.

La vacanza procede benissimo. Tematiche come l’omosessualità (Carmen e Betta sono lesbiche, Biccio gay nonostante sia medico), la gioventù perduta (i ragazzi, in compagnia o da soli cercano sempre di dare il massimo di sé stessi e l’ironia di alcune battute sembra davvero non scalfirli, da buoni menefreghisti) o anche semplicemente l’amore e la famiglia (a Giove, il vero protagonista, chiedono sempre se riesca a mettere al mondo un figlio, rispondendo ogni volta piccato), sono quasi sempre trattate con cura, senza eccedere, grazie anche alla simpatia goliardica di Baygon (latin lover fallito) o ai “compleanni” che organizza Libero, chiaramente il personaggio più emotivo del gruppo, volti a festeggiare ogni suo componente facendone risaltare la sua caratteristica principale (a Biccio, per esempio, toccherà svolgere una parata gay da solo, nel centro città.) Il nome del film, “Da Zero a Dieci”, ricalca invece la ricorrente passione di Giove nel fare le pagelle personali su alcuni argomenti, come la felicità della propria vita, spesso incentrati nei discorsi seri di cui è piena la pellicola.

 

Tutto a posto? In realtà arriva Domenica, gente, con il suo realismo mezzo leopardiano. In mattinata, Libero convoca nella sala del rustico hotel Ambra i suoi compagni di viaggio, che accorrono mentre nella tv accesa stanno mandando uno speciale sulla strage di Bologna: proprio il 2 Agosto di vent’anni prima, infatti, un agguato in stazione provocò la morte di 85 persone, e fra queste anche un caro amico dei quattro, Mirco. Il pretesto del weekend viene così svelato: Libero attacca sul televisore moltissime foto dell’amico ucciso, accusando il gruppo, sebbene indirettamente, di non averlo potuto “salvare”, semplicemente accompagnandolo al mare quel giorno.

La ricorrenza scuote i ragazzi per tutto l’arco della giornata; chi prova a passarci sopra con del sesso banale (Giove con Lara, fiamma antica) si scotterà comunque. Verso sera, il protagonista viene informato da Caterina che nell’autodromo di Misano si terrà una corsa clandestina, che vedrà fra i concorrenti lo stesso Libero, intento a festeggiare il suo “compleanno”. Pregustando il peggio, i due arrivano in tempo per la gara ma non riusciranno a convincere il capo dell’organizzazione a non farlo correre: quanto a lui, persona buonissima a cui la vita sembra non avere dato niente (necessita di un trapianto ai reni e si porta da quel giorno del 1980 quella cicatrice nella memoria), percorrerà alla massima velocità un paio di curve, prima di cappottarsi bruciando, assieme alla sua macchina.

 

Ma non direste che finisce male. Non finisce qui, e in fondo nella morte ci sperava, almeno un po’.

Secondo me, è da vedere.

Scusate.

 

 

 

Oggi è sabato. Domani inizio il campionato, e dalla notte bianca di Cesena è passata una settimana.

Non saprei neanche cosa scrivere, realmente… il fatto, è che siamo sempre noi.

 

Siamo noi, quelli di Milano. Quelli che pensavano che l’amicizia non fosse un optional, Quelli che non hanno dormito in una Volvo a Dicembre per causa mia, ma anche perché onestamente non eravamo nella Savana, scusate ancora.

Siamo noi, Quelli del –50 a Castenaso e poi giù al Rock Planet, per Halloween. Con Matri che segnava a Bergamo, con il petto della Lorena, quelle cazzo di piadine orribili, e sempre senza i termosifoni accesi.

Siamo noi, Quelli dei Bongos alle 3 di mattina a Maggio o i Modena C.R. allo stesso orario a settembre, Quelli delle Notti Bianche che non hanno nulla a che fare con Dostoevskij ma un minimo sì, se ti rendi conto quali sono le colonne sonore che ci portano a casa.

Un assicuratore, un chitarrista… “romantico”, e uno che ci prova. Non vorrei fare la fine di Libero, non adesso almeno, ma a me questa è una figura che piace. Perché io ho il pieno rispetto di tutti, sia chiaro. Ma andando avanti ci si rende conto, di come quelli che, della vecchia e pura amicizia non hanno ancora appreso il vero valore, vengono spazzati via dalle manette per il proprio “amore”, da una tragica devozione universitaria, o da una bottiglia di whisky.

Sotto con un po’ di drunk rock, allora.

 

 

 

Enniscorthy in a bottle that is what i need
To take me back to a place with the pastures green
A place where the waters as blue as the sky
That is where im going tonight
You can dance you can sing you can come along
To the land called ireland where you can feel at home
There one way to get there if were going tonight
Well drink more of the rare old stuff and get to feeling right

Away im going im halfway through the door
So I guess its time we drink some more
Away im going as ireland calls me name
After 1 more drink it wont be the same be the same

Enniscorthy in a bottle that is what i need
To take me back to a place where the funs guaranteed
Where you can walk into a pub and hear the fiddles play
You can sit out on the countryside and get drunk all day
The people are all friendly and they all say hello
If your ready for ireland then come on lets go
Cause theres one way to get there if were going tonight
Thats to drink more of the rare old stuff and get to feeling right

 

 

 

Non venderemo mai biglietti, così. Ci servirebbe Scarlett Johansson.

In ogni caso.

Grazie di tutto.