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22 octobre Appunti Cestistici 2006/2007“Parliamo un po’ di basket..?” Da questa scusa storica, che ha permesso moltissimi allenatori dell’Nba di poter ricostruire un rapporto molto-semi-gerarchico con i propri giocatori (leggi: super stelle di prim’ordine che valevano e volevano una barca di soldi, anche perché se no facevano lestamente e mestamente le valigie e andavano a lavorare), colgo l’occasione per aggiornare il mio Blog. Nonostante il fatto che negli ultimi mesi abbia fatto numerosissime conoscenze fuori Bologna fra mare e Università, mi sembrava doveroso sottolineare come io comunque sia a tutti gli effetti cittadino Felsineo: e gente come Luppi, Gabbo, Paso o Shaq sanno bene che qui lo sport che va per la maggiore è la pallacanestro, anche perché credo sia abbastanza ridicolo che in 3 derby calcistici siamo riusciti a pareggiare col Cesena e a perdere con Piacenza e Rimini. Il Derby vero, quello fra Virtus e Fortitudo, sarà di scena al PalaMalaguti il 29 Ottobre, data per cui, visto il compleanno di Marco a Cervia il giorno prima, dovrò massacrarmi la scatola cranica con un martello per tenermi sveglio e per prepararmi decentemente all’evento. Ma prima, un breve punto sulla stagione che “va iniziando” (cit.). Magari a qualcuno che leggerà questo post di tutto ciò non fregherà niente: però “Basketball is life, Basketball is my life”… mi ha salvato dal collasso tecnico ai tempi del Liceo, mi ha fatto conoscere tanta gente a Bologna e non solo, e oltre a questo è il motivo per cui il voto della mia esistenza si mantiene sul 6. Meno. Meno. Ma è sempre un 6. Per quanto riguarda il basket giocato, o presunto tale, quest’anno ho deciso di ripartire da zero, finendo in Promozione con la Ponticella. I motivi di questa scelta sono molteplici: l’Università, che mi avrebbe tolto moltissimo spazio per gli allenamenti, la patente, che prima o poi dovrò fare anche se mi sarà impossibile guidare degli apriscatole come le Ka, la schiena, sulla quale ogni “piccolo e tenero animaletto” (cit.) se potesse sciare farebbe il Super-G, senza contare che, ogni persona che mi conosce bene lo sa, se fosse per me non farei mai un cazzo. O meglio: preferisco fare poche cose, ma fatte bene. La squadra è discreta per la categoria, avrò spazio e ci sono i presupposti per fare un altrettanto discreto campionato, sempre che ci siano pochi infortunati (il tasso atletico non è esattamente elevato) e che il buon “Steve” Forni non si faccia cacciare alla fine del 1° tempo come –abbiamo notato- è perfettamente in grado di poter fare. Essendo alto come me e 40 kg più grosso, lo può fare. Ma NON lo deve fare. Inoltre, con me è rimasto il buon Gabbo “oh, ma quanto sono grosso?” (cit.), Luchino (detto Poz) non è certamente la Mosca Atomica ma ha buona personalità, i tiratori fra Jay, Ricky, Max e il Mitra abbondano, Betto adesso è marito quindi sarà col morale alle stelle (eh…), e Giorgio comunque rimane l’indiscusso Capitano, se a 10 giorni dalla Laurea perde tempo per allenarsi con noi. Abbiamo giocato la prima ieri a Budrio, prendendone 20 e segnandone 41. Qualcuno, ricordando Waterloo, avrebbe commentato “Merde”. La speranza è quella di agganciare i playoff, anche se capiamo bene come la serie D sia un miraggio a 60°C. La speranza è l’ultima a morire, così dicono. Prima, bisogna giocare. Amen. Passiamo alla serie A, e qui le notizie sono ottime. La Virtus è a punteggio pieno dopo 3 partite, a dir la verità abbastanza facili, e ci stiamo avvicinando sempre di più al già citato Derby, a cui comunque sarà riservato un post a parte. L’altra Bologna, la Fortitudo (“Padroni di Bologna dal 1970…”) è a quota 2, dopo le sconfitte a Capo d’Orlando e a Biella, e la vittoria all’ultimo secondo con Varese, ancora a quota zero. Scusatemi se magari il post è un tantino di parte, ma non credo lo siano di più delle telecronache di quell’imbecille che è Martini, uno dei motivi per cui fare il cronista sembrava per me un qualcosa di possibile, e non un’utopia. Vinca il migliore, come sempre. Mi auguro 2 cose: la prima, è che Marcone non si metta a gufare (“per me uno glielo sgravagniamo”, “Quest’anno la vedo bene” “Siamo più forti”, cit.), perché se no la sua brillante carriera di Vice-allenatore/porta-asciugamani/riempi-borracce (barrare le ultime 2, danke) sarà esposta a serio rischio. La seconda, è che spero di vedere Steve esultare di meno ad allenamento, quando il buon Max Colamosca tira le “bombette col cuore” alla Smodis, inneggiando a una fresca serata estiva Rosetana. Quella serie di playoff finì 3-0, dopo un mese spuntò Douglas (Scudetto all’ultimo secondo, con io che dovevo spiegare a tutto il mondo la regola dell’istant replay quando chiaramente NON era il caso), e adesso Roseto è fallita. Roseto, che a quei tempi aveva Michele Martinelli come General Manager, e che adesso misteriosamente è diventato il nuovo presidente della Fortitudo. Ha fatto fallire una squadra, e adesso è lì. Speriamo non 2, perché in fondo il Derby è il Derby. Anche se a mezzogiorno della domenica, e la birra (complice la festa di Marco il giorno prima) perderà l’80% del suo sapore. Che bisogna farci, aoh. Questo basket fa skyfo. Ultima cosa… Marco, se leggerai mai questo post, sappi che ti ho preso un regalo in linea col momento… beh insomma, te ne accorgerai e mi ringrazierai. Perché comunque uno migliore non te ne potevo fare. Fidati. Qualche linea la spendo anche sull’Eurolega, mi sembra doveroso visto che la finale mondiale è stata Grecia-Spagna (con la vittoria finale degli Iberici). Giusto per dire che quest’anno il Maccabi o meglio, gli Israeliani/Ebrei/Squadra che trascina su di sé antisemitismo ovunque vada (barrare l’ultima, dal vangelo secondo Andreone) faranno fatica ad andare fra le prime 16, che l’armata russa con Messina da allenatore non è mai stata così solida dai tempi di Stalin e che per le italiane si prospetta un altro anno di sconfitte, visto che ad affiancare Fortitudo e Treviso ci saranno Roma, che torna in Eurolega però dopo un’eternità, e Napoli, squadra alla prima esperienza Europea. Il dollaro di Buffa andrebbe quindi puntato sul CSKA Mosca, per quelli che magari cercano una giocata sicura su MatchPoint o BetAndWin. Fate quel cazzo che vi pare. Ma non puntate mai sugli spagnoli, anche se hanno vinto il mondiale. MAI. Lo facemmo io e Paso, in uno scazzo pre-maturità, quando ai mondiali (sì, però di calcio) la Spagna contro la Francia sembrava un’onesta fonte di guadagno. Prima di piangere, sull’ 1-2 di quello sfregiato di Ribery. O forse era l’1-1, o l’1-3… Beh comunque fece gol. Lo sfregiato. Abbiamo vissuto momenti migliori, e grazie a Dio (o chi ne fa le veci) non troppo lontani dal tempo. Da quel tempo. Ed eravamo troppo felici e contenti. Grazie. Grazie mille, Fabio. Caressa. Ultima parte incentrata sull’Nba, vale a dire il basket a stelle a strisce. Capisco che l’argomento possa interessare pochi ma, nonostante sia oramai diventato col passare degli anni un ex-giocatore, sono e rimango un appassionato a 360°C. 2 righe per dire che secondo me Miami farà fatica a ripetersi dopo il titolo vinto l’anno scorso (Shaq che va per i 35 e Wade comunque costretto ad altri 40 di media), anche se ad est comunque non c’è molto di meglio a parte forse Detroit: dall’altra parte invece Phoenix e Dallas rimangono le favorite per giocarsi perlomeno la finale di conference: S.Antonio squadra vecchiotta, e i Clippers, la squadra povera di Los Angeles, arrivati solo per grazia divina l’anno scorso in semifinale. Come possibili sorprese metto Sacramento ad ovest e Toronto ad est, non foss’altro per il fatto che sono stati presi dalla squadra canadese un sacco di giocatori europei e perché è la nuova squadra di Andrea Bargnani, unico italiano a giocare in Nba (anche se non il primo) e 1° scelta del Draft di quest’anno. Finale possibile Miami o Detroit vs Phoenix o Dallas: nel frattempo, Lakers ancora in cerca di un coach-sitter per Bryant. Paso, se i Jazz quest’anno vanno ai playoff ti faccio ubriacare dal nostro cicchettaro preferito. Ho finito, se qualche tifoso/appassionato vuole esporre una teoria beh…, ben volentieri! Volevo solamente fare 2 appunti. Il primo riguarda la situazione col gruppo di S.Lazzaro, che purtroppo si è molto disunito: moltissimi fra di noi per un motivo o per l’altro (chi ha cambiato squadra, chi ha smesso come Jordan o chi è scappato con la morosa -sempre Jordan-) hanno deciso di non farne più parte, quindi penso che a questo punto andrò avanti per la mia strada, perché alla fine credo che per me sia la soluzione migliore. Sto cominciando a costruirmi un gruppo all’Università, dopo le uscite settembrine ai campetti con Ricky e compagni (a cui comunque sono molto grato), e spero che entro una decina di giorni potremo cominciare a uscire tutti assieme, 7 o 8 che saremo. Il secondo appunto riguarda la partitaccia di Budrio, perché non si può, NON si può giocare così male. Io in primis. Spero che sia solo una serata “di quelle”, però mi sento vuoto dentro e molto incazzato. Come credo lo siano tutti. Annegare i dispiaceri in 10 bottiglie di birra non basta: giocando la prossima vs i Salesiani della PGS Welcome, l’obiettivo sarà fargli tirare delle Madonne. Conoscendone alcuni, penso non sarà un problema. Il problema, sarà cominciare a vincere una qualche partita. Per questo, forse bisognerà seguire il metodo di Gabbo, uno che mangia le uova come e più di Rocky: fare la faccia cattiva col doppio paradenti, e tirare delle gran tozze… in fondo, questa è la Promo. A proposito di faccia cattiva, l’occhio della tigre. Vi lascio con questa, e statemi bene. Bella a tutti... Carlitos
Risin' up, back on the street 3 octobre Voce dell'animaCome già detto, tutto da capo. Back. In Black. Ma di un Black che neanche Angus Young. “L’ozio rende lente le ore e veloci gli anni.” Settembre è letteralmente volato via, e a conferma di ciò vi ho citato un vecchio (ma saggissimo) detto che ho ritrovato leggendo i miei vecchi diari scolastici, quando i 18 erano un’utopia (sì, ci credevo nei 18, chissà perché), e quando ero ancora un liceale. Dopo il diploma mi hanno sbattuto in mezzo a una strada, a godermela come un deficiente, e forse è stata l’estate migliore fra tutte quelle passate, anche perché quella più vicina al sacro concetto di libertà. Solo chi ha passato 5 anni al Galvani pretendo comunque che possa capire, e Dio solo sa, forse, quanto per me la libertà sia diventata importante, la chiave della mia esistenza. Ok, qualche aspetto negativo c’è stato… chi usciva (troppo) poco spesso, chi la sera poteva fare solo le 23.30, per poi stare ad aspettare davanti a un muretto un ora e mezza il da farsi, e chi aveva delle idee e che poi magari è rimasto deluso, a parte la spettacolare notte all’Happy Valley. Spettacolare, forse solo perché ne siamo usciti illesi. Le serate più spettacolari, in qualche modo ve le ho già raccontate. Inoltre, è bene ricordare che noi siamo fatti di monotonia, perché è la vita che ce lo impone. Ma la monotonia è strana. Può essere quella che si vive al mare, con un gruppo di 20 amici fantastici, dove magari non si fa un cazzo mattina e sera: tuttavia, sarà per il contesto o per altri fattori, ci siamo divertiti un sacco, sempre. Oppure, può essere quella che si vive a Bologna il Settembre dell’immatricolazione, fatta di martedì e giovedì dove si torna a casa alla mezza dall’allenamento, e dove devi cominciare a pensare al tuo futuro. Perché, quando si arriva fin qui, è inutile negarlo. Il futuro ce l’hai, e non lo puoi nascondere dietro a delle fughe liceali o a dei 5 in matematica. Cose per le quali tra l’altro eccellevo. Bisogna darsi una mossa, e per quelli come me non si sa neanche da dove cominciare. Il fatto che tutto (iscrizioni, pagamenti, orari lezioni etc.) sia on-line, secondo me -ripeto- non aiuta, anzi. Quanto basta, per cominciare con letteratura francese. Ma non è di questo che volevo parlare. Non vorrei mai parlare di questo. Impossibile.
Questo post è, o prova ad essere, qualcosa di emotivo. Uno scazzo personale forse, ma una di quelle cose per le quali magari scrivere ti fa stare meglio. Mentre Aska ha trovato la ragazza, purtroppo alcuni rapporti fra gli amici del mare si stanno incrinando. Ovviamente, non mi permetterei mai di esporli qui sopra. Provo ad avere notizie varie un po’ da tutti, non solo per mia curiosità, ma soprattutto perché a me piace molto che gli altri parlino con me per sfogarsi. Magari mi fa sentire migliore, però il fatto è che se una persona ci tiene veramente a un amico deve poterle trovare una soluzione, e se non c’è comunque darle un minimo di sollievo. E poi, dovevo avere qualcosa di cui occuparmi per questo mese. Non si può sempre dormire 12 ore al giorno e girarsi i pollici mattina e sera. Devo fare qualcosa di utile, ma in questo periodo è quasi impossibile fare qualcosa di utile, a meno che non sia fare i letti, preparare da mangiare o apparecchiare una tavola. Il troppo tempo speso su Msn e la Playstation che ormai fonde beh… sono i sintomi del mio Settembre da nullafacente. Consapevole del fatto che non ne verranno mai più. Non so se sia grave, però è così.
Adesso sto ricominciando ad andare a lezione, con un piano di studi che fa più acqua di una zattera rotta… oltre ai miei allenamenti, c’è da dire che sto consolidando alcuni rapporti fra Ricky e i suoi amici, di cui ho già parlato nell’intervento precedente. La cosa ovviamente mi fa molto piacere, perché vuol dire che l’amicizia in questo caso non è legata solo a un singolo contesto, cioè a Cervia. Fra lui, Luppi, Gabbo e Venni, senza dimenticare il Para, spero di andare a vedere alcune delle loro partite, in questa stagione che si preannuncia quantomeno interessante. Vincerne una comunque non sarebbe mai una cattiva idea. Sempre per quanto riguarda il gruppo marino, io e Aska stiamo provando a organizzare qualcosa per il ponte di Halloween, visto che taluni, busoni, stanno a casa fino al 5 Novembre. Lo scopo è quello di farli venire su per passare un po’ di tempo con noi, cialtroni bolognesi, e rimembrare “i bei tempi andati”. Insomma, ci sarebbero 6-7 posti disponibili fra me e D’Annunzio: devo parlare ancora con Ricky, ma sono certo che non rifiuterà se gli chiedo di ospitare la Giulia a casa sua. Devo dire che dubito molto che la cosa possa andare in porto, visto che alcuni genitori sono molto “stretti” e difficilmente accetteranno questa proposta, ma è chiaro che bisogna provarci. Però, soprattutto bisogna crederci. E spero che ci credano tutti, perché una rimpatriata come si deve può essere la cosa ideale, dopo i casini che sono successi.
Ho finito… volevo scrivere un post breve rispetto agli altri, perché ci fossero le mie idee e i miei pensieri, non che fosse intriso delle solite cazzate che occuperebbero il doppio dello spazio. Non è un periodo facile questo, per nessuno. Non si capisce una mazza dei corsi da seguire, tornare a casa tardissimo il martedì e il giovedì non mi fa troppo bene, e il resto ve l’ho già detto, se non lo tengo per me. Le giornate con 30°C di sole finiranno a breve, se il tempo è quello di oggi, e questo è il periodo dell’anno dove io comincio ad ascoltare un sacco di metallo, essenzialmente per sfogare il mio animo. Per il diploma ascoltavo di media 3 volte al giorno Dance of Death degli Iron Maiden, per essere sicuro di svegliarmi carico la mattina. Adesso, dove non so cosa mi aspetta il futuro, mi sono messo a sentire i Dream Theater… Fabio ha ragione, quando parla bene di John Petrucci e Mike Portnoy. Questa magari è triste, però è bellissima… e ve la lascio. Perché il mio spirito va avanti, anche se sono (quasi) morto fisicamente. Sarà la troppa esperienza, chissà... Ciao a tutti…
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