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4 janvier Christmas WelcomeIl Capodanno più folle della mia vita. Di questi tempi, più o meno 12 lune piene fa ci eravamo spersi, augurandoci, dopo un 2006 strepitoso, un qualcosa che lo potesse rimpiazzare degnamente. Con la fine del 2007, ovviamente più che mai annus horribilis, va spegnendosi anche il mese di Dicembre, che del 2007 è stato nettamente il più prolifico in assoluto. Orribile. Parliamoci chiaro: sono successe tre cose da ricordare. Tre. Una di queste, oltretutto, la serata a Rimini del 2 Agosto con Aska e Santi, forse cinque diottrie in due, e la nascita di un nuovo mito, le perle di Pistolazzi. E’ stata anche la serata più bella della mia estate, qualcosa vorrà dire. Con Santi che gridava “Voglio tornare al Silver” per vedere chi c’era, io che gli facevo notare che se eravamo in otto e le altre sei erano coppiette beh… forse non era il caso di disturbare, per non dire… …prendere in considerazione, ecco. Con Pistola che vedeva passare le crucche. “Merda!” “Vuoi fare un film porno?”. Alla terza volta, dopo un litro di tè e due Bacardi, rutto qualcosa di oceanico mentre ne guarda sfilare un altro paio, in faccia. Corrono ridendo. “Mi rovini la reputazione!” Già in Leggenda, ma questa è la prima... 2a. Ho finito Autogrill, finalmente. 117 pagine di Word che, rileggendo, mi par di notare che possano essere visionate anche da gente che Moccia lo stima. Riconosco il parziale fallimento della mia missione, ma il fatto che abbia terminato un qualcosa che a Marzo davano già molti in un cestino (Fabio? Davide?) mi ha riempito di autostima, davvero. Anche perché, ripeto. Ho scritto cose non vissute, o vissute solo da esterno, nelle quali però credo assolutamente. Undici mesi per la rifinitura, ultima revisione proprio in questi giorni; se tutto va bene, il libro vedrà luce a Maggio/Giugno. Prima avrei qualche esame da dare, e se qualcuno mi continua a gufare 28 o 30 mentre sto studiando estetica prima o poi mi incazzo, sul serio. Grazie. 3. A dire il vero ci starebbe anche una citazione, riguardo al nostro grandioso Gruppo OnDa Road: Halloween in riviera e Weekend a Milano, quest’ultimo in stato psico-fisico funereo, dormendo (…?) dentro una Volvo per vedere una città del colore del Piombo. Un Grazie a Gabbo e a Jimmy comunque, perché ci vuole del cuore; ma il 3 è tutto del popolo Giessino, perché è grazie a loro se ho un minimo riscoperto il piacere di stare in gruppo, e la voglia di giocare a Basket. Come ogni anno, verso Natale, si celebra la “Christmas Welcome”: Pino, il nostro capitano, due mesi prima ci chiese se avevamo già messo il teschio sul calendario. Devo dire che, dopo molto tempo, ho perso un po’ di quello scetticismo che mi ha reso celebre. Aperitivi, Cena e Discoteca, dai. Che c’è di speciale?
Si comincia alle 18. 30 del Venerdì, le premesse sono abbastanza pessime. Veniamo dalla migliore partita della stagione, persa (“qualcosa vorrà dire”, cit.) 68/65 in casa della prima in classifica, imbattuta dopo 10 giornate. E’ finita con rissa (solo verbale) fra alcuni giocatori, con Sabbio che in macchina ha sciorinato un repertorio nichilista degno di Gorgia, dopo aver sbagliato la bomba del pareggio: appena arrivato in palestra Raffa ammetterà di non aver capito più un cazzo dall’ultima azione, affermando di essere sicuro che eravamo sotto di 2. Si comincia con la festa del Minibasket, promossa dalle maggiori autorità Welcome (Pino e Gianfry su tutti). Ci fingiamo allenatori e ci dividiamo fra le due panchine, prendendoci dieci nani a testa: io e Pulla da una parte, Raffa, Pino e Poli dall’altra. Quattro quarti da 8 minuti l’uno, con in mezzo gara di dai e vai vestiti da Babbo Natale, inutile dire chi ha vinto. Finalmente Sabbio riesce a schiacciare, mentre “Coach R” (cit.), Pino e Gianfry vanno ad abusare del banchetto dei cinni senza permesso. Non rimane più un solo gadget natalizio, “oh, qualcuno si è preso le corna” (cit.)
Primo aperitivo al Chichibò, storico locale del ritrovo della Welcome (più o meno quello che Arnold’s era per Happy Days, tanto per intenderci). Gli scopi della serata erano molteplici, sfumata la possibilità di chiedere ai bambini il cellulare delle mamme adesso il principale era fare ubriacare Poli. Adesso capisco perché dice che sono tutti dei parolai, comunque. Si comincia assaggiando qua e là patate al forno (fredde), un americano (offerto) e una birra media, tanto per assaporarle un po’. Parlate pure del FantaBasket, pivelli, come se servisse a qualcosa… “ride bene chi ride ultimo” (cit.). Dopo un’oretta in relax si parte in 7 sulla (Zafira?) di Miky, destinazione “Mucca Pazza”. Non scelgo neanche i luoghi più pittoreschi dove dare il massimo. Pazienza. Arriviamo trafelati, posto rustico ma efficace. Menù fisso a 25 sacchi, tris di primi (Risotto/Strigoli/Tortelloni) conditi da un grigliatone misto e da una quantità di caraffe di vino assurda. Se sapete fare 2 più 2, e se mi conoscete un minimo, potreste immaginare la reazione chimica susseguente: se vi mancano alcuni dati, fate pure un paio di bicchieri di Champagne, un paio di Bianco e sette calici di Rosso. Inesperienza? Forse, ma provate voi a stare vicino a Pisci e ad Albi a tavola. “Carlo, il bicchiere è vuoto” “Sei indietro due giri.” Mezz’ora di cesso. Senza costrutto. Usciamo.
Distrutto, quanto volete. Non ancora vinto, riparto in macchina con Pulla che mi chiede, nel caso, per cortesia di accostare. Dietro, figurarsi, Capo e Vice-Capo. Ritorniamo al Chichibò, dove Henry ha già preparato i waikiki per tutti, chiedo e ottengo il permesso per andare a fare due passi fuori: dopo un chilometro, o quasi, parcheggio il mio fatturato sullo zerbino di un locale. Altra mezz’ora per reggersi in piedi, e per rendersi conto di essere coscientissimo, porca troia. Le autorità mi aspettano fuori, “ragazzi mi sa che io in Capanna non vengo.” “Ma và?” Entro e parte la standing ovation, Pino mi accompagna in bagno dicendo che sono il suo nuovo Idolo. Se non fosse il Capitano, essendo celiaco. Penso che gli avrei dato del pane. Partono le gare di coca e rum, e dopo tutti in Capannina, la più celebre Discoteca Felsinea. Quasi tutti. Ripeto una decina di volte che io, sì, voglio tornare a casa da solo, grazie. Ci vedo e ci sento benissimo, purtroppo. All’undecima qualcuno mi riesce a convincere. È Sabbio. Va bene, ringrazio, non possiamo parlare né della partita né dell’esame di ieri, è andato male, ti capisco benissimo. Ma non mi puoi neanche parlare del vino, delle tue esperienze vissute e di come curarsi, altrimenti sarebbe solo una scusa per lavare la tua auto. E invece continua. Percorro quasi tutti i viali in scioltezza, prima di far scomodare una pattuglia. Non stiamo andando a puttane, ci dispiace. Avranno visto la mia faccia, scappati come evasi e com’erano. Un’altra volta, e poi un’altra ancora, proprio sotto casa, così imparo io a non controllarmi, e tu a parlarmi del lambrusco. Grazie, grazie di tutto (cit.), sei un amico, davvero. Non preoccuparti di come sto, fallo invece per la tua portiera che mi sembra un po’… unta. Ah, ci sono dei fazzoletti nella tasca esterna? Ok, va bene. Hai vinto tu. Rientro in casa alle 2. 30, sotto le coperte in camicia, jeans e Reebok d’antan. Un breve sussulto per ringraziare Gianfry della serata, verso le 5. 30. Non ci sarò più con la testa fino alla sera dopo, per due giorni solo pane e acqua… ma va bene così, eccome. Per un anno che ha fatto cagare, l’importante è averlo finito vomitando. In due pagine non vi ho descritto una scena felice, ma spero che questo sia un segnale. Erano tre anni che non prendevo una botta così.
Siamo già entrati nel 2008, intanto. Capodanno è passato, in tutti i sensi, non penso di scriverci sopra niente visto che c’è “gente” che deve ancora lavorare su Halloween e sul weekend meneghino, e visto che siamo qui avrei un po’ di fretta, please. Ieri era il mio compleanno, passato bene (stranamente), ma ovviamente gli auguri migliori li ho ricevuti da “gente” che non volevo sentire. Mi prenderò la soddisfazione di guardare i teenagers dall’alto, e di scrivere che lo stile “Emo” e i “Posers” sono delle discrete puttanate. Quanto a Noi, beh… Noi non vinceremo mai il campionato, a breve sarà ufficiale. Ma sulle casse dei morti ci sarà sempre una bottiglia di rum.
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