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30 janvier Autogrill... coming soon?Bene ragazzi, ci siamo. Questa è davvero grossa, e la vorrei condividere con voi. Se non altro, per farmi sapere una vostra opinione sulla cosa in questione... magari è una cazzata, non vedo perchè non lo possa essere. Tuttavia, per fare un esempio, c'è gente che ha fatto una barca di soldi sulla nazionale di calcio. Scrivendo barzellette, vendendo maglie di Materazzi tarocche, cantando canzoni sgrammaticate in dubbio dialetto sudista o anche ritraendo, più e più volte, la faccia di S.Gennaro o Padre Pio.
La cazzata è questa. Siccome il fumo uccide, ma la vita universitaria (e non) anche, ho pensato di rendere utili quei giorni in cui, dopo non aver fatto altro che studiare mattina e pomeriggio, ti ritrovi dinanzi la sera la porta di casa, ma per una serie di cose ti risulta impossibile usufruirne. E data anche la mia incapacità di suonare qualcosa che non sia un basso folk, o di passare con i miei una tranquilla serata davanti alla tv, prendi un drink e una luna fuori dalla finestra, e cominci a comporre.
Non ci siete ancora arrivati, forse. E dire che quelli che mi hanno istigato sono anche coloro che leggono assiduamente questo blog. Sono troppo prolisso, e avete anche ragione... ma tanto non la finireste di rompere mai. Perciò raddoppio. Mia intenzione, infatti, sarebbe quella di scrivere un racconto. Non penso che lo potrei chiamare romanzo, nè tantomeno libro... : tuttavia, sarebbe sicuramente qualcosa che farebbe esaltare ed esaurire la mia voglia di scrivere. Qualcosa in cui mi sento in dovere di credere, se non altro perchè sarebbe un favore che faccio a me stesso. Ringrazio di cuore Turro, Compagno e il buon Nicholas, per le giornate assieme e perchè è stato bello vedere che anche qualcun altro farebbe favori per me.
Ovviamente avevo già un paio di trame in testa per questo racconto, nonchè un nome appena ne avrei scelta una. Autogrill, anche in memoria (perchè no) dei weekend "on the road" di fine Primavera. "Non voglio anticiparvi altro" (cit.), credo che la prima cosa che avrete pensato citata la mia nuova attività sarà stata "non hai proprio un cazzo da fare!" o robe del genere. Magari è vero, ma in fondo fino a un certo punto. Ripetendo che alla fine è qualcosa che faccio per me, e non per portare il mio scarso manifatturato alla prima casa editrice. Che mi chiuderebbe la porta in faccia. Sapete anche cosa ne penso dell'impegno, tutte le volte che avevo voglia di fare qualcosa dove c'entravano anche fattori esterni o altre persone è andata malissimo, e non mi è venuto mai in tasca niente. Se scrivo quindi, lo faccio perchè mi piace, e perchè è qualcosa che mi stimola. Se invece credete che questa potrebbe essere un'idea, e volete saperne di più, attendete Giugno-Luglio 2007. Nel caso qualcuno fosse interessato, è chiaro che comunque mi farebbe molto piacere.
Poche le novità, anche se sono da sottolineare le ultime vittorie con "la Ponza" che hanno fatto decollare un po' l'ambiente e che hanno portato più fiducia e più tranquillità. Siamo addirittura in piena corsa per i playoff e domenica c'è Altedo, quindi dobbiamo continuare a lottare fino alla fine! D'altra parte, grazie alle informazioni del Compagno, un nuovo Dio si aggiungerà presto nel gotha dei nostri Idoli: GIANDO, Dio della pineta e bionda incarnazione di Syd Barrett.
A proposito.
Emily tries but misunderstands, ah ooh
She often inclined to borrow somebody's dreams till tomorrow There is no other day Let's try it another way You'll lose your mind and play Free games for may See Emily play Soon after dark Emily cries, ah ooh Gazing through trees in sorrow hardly a sound till tomorrow There is no other day Let's try it another way You'll lose your mind and play Free games for may See Emily play Put on a gown that touches the ground, ah ooh Float on a river forever and ever, Emily There is no other day Let's try it another way You'll lose your mind and play Free games for may See Emily play Per chi non lo sapesse, i primi Pink Floyd. Voi forse non lo conoscete Giando, ma una è d'obbligo. Pare che questo, qualche tempo fa e ubriaco marcio, avesse impezzato due ragazze altrettanto bresche in pineta, e ne abbia messa incinta una, prima di smollarla rotolante sul bagnasciuga. Non volevo andare fuori tema, ma tant'è.
Autogrill. Coming soon? Maybe. Probabilmente non ve ne fregherà niente, mi sembra anche giusto. Se qualcuno però volesse avere notizie, sempre a disposizione!
Buonanotte...
24 janvier Capa Danno Pt.2E fu sera. E fu notte. Il primo giorno, di questo fottutissimo 2007. Se è stato fottuto il precedente, spero veramente che allora questo lo possa eguagliare. Lo spumante aveva fatto dei danni incalcolabili, che si erano ripercossi su alcune persone. Non per la povera Vale, che purtroppo non sarà dei nostri per buona parte della serata, ma soprattutto sulla Fra, la Lotti e le loro amiche, che balleranno su tavoli e sedie per tutta la notte; per non citare l’immancabile -quanto imperdibile- apporto etilico di Boris. Perché il tappo di una bottiglia non lo saprà cavare, il buon vecchio zio, ma a quanto pare almeno sa cosa farsene del contenuto. Torniamo in casa, dopo un altro po’ di cori e andando col trenino e con altri vari balli di gruppo, accorgendoci che, per un po’, avrebbe fatto serata da solo. Stranamente sono il primo ad accorgermene, vedendolo partire con la lista della spesa. “Devastante. Ti spiego bene: 2 canne, 3 sigarette, una bottiglia di spumante intera, una bottiglia di rum, mezzo baileys, e poi non lo so… guarda me!” Vai tranquillo, ti sto filmando…! Il chitarrista dei Blend Surface viene poi ripetutamente invitato a prendere sonno, eseguendo l’operazione infilandosi la felpa di Robert Plant e, in testa, un cappello da pescatore stile Hemingway, occupando 2 sedie nel bel mezzo della sala. Più andato degli “Sbabbari” di Abatantuono, ma non durerà a lungo. Qualcuno deve spiegargli che è l’una, ragazzi…
Le primissime ore del nuovo anno scorrono veloci, molto più che le ultime di quello precedente. Era chiaro che tanto saremmo rimasti in quella magione ancora per moltissimo tempo, i primi ad andarsene sono Ale, Filo e le amiche della Fra verso le 2.45. Avevamo fatto serata, e non era solo una battuta: tuttavia, le ultime fiamme Metal prima del blues e del soft rock Borissiani (“concilia il sonno”, cit.), annunziavano guai in vista. Santi, le donne e Fabio ci lasciano, al loro posto (verso le 4.30), gli amici del Dio. Immaginate Dio. Il nostro Dio. Con una canna in mano, e qualche digestivo nei pressi. Sì lo so, ma è un’immagine schifosa, più che blasfema. L’intenzione è quella di non offendere nessuno, anche se da un altro tipo di Altissimo di offese ne ho prese parecchie. Immaginate gli amici di questo presunto Dio. Tipo un cocktail party, ecco. Solo che erano ormai le 5, e le altre oneste persone (saremo rimasti in una ventina) che abitavano la casa del sole nascente volevano, e avevano il diritto, di farsi un dritto decente. Perché è bello, vedere l’alba e l’aurora brillare il primo giorno dell’anno come fosse un movimento continuato, ma altrettanto sarebbe non morire di asfissia in 6 su un matrimoniale del cazzo con la finestra chiusa. La parte peggiore del Capodanno. Dei “tocchi” di 3 metri, il cuscino stava perdendo il suo comfort e, verso le 5.50, ci eravamo un po’ tutti rotti il cazzo, il “nigghér” (cit.) rivoluzionario in prima fila. A proposito. Compagno, non mi chiami per quella canottiera. Se quello straccio azzurro era una canottiera, perché sembrava più una maglia dell’Italia campione. 1934. In questo momento, si trova in una cloaca massima ad avvelenare i 300 milioni di topi di De Gregori. Invocare Dio, se vuole, è invece fin troppo facile. Se vuole, ripeto. Non è sempre detto. Ore 6, grazie al Suo pronto intervento gli ospiti levano le tende. Io non tocco una paletta che una comunque, visto che sono venuto da un altro mondo facciatemi il piacere voi, Va’..!
Ore 7. O poco dopo. Stavo cominciando a socchiudere gli occhi, del resto 2 giorni dopo il tassametro avrebbe detto 19 e un po’ di stanchezza comunque si sente sempre. Nicholas, io ti voglio bene. Sei una bravissima persona. Però spiegami, perché fra le tue foto devi annotare anche quella dell’alba. Che c’è un freddo porco. E devi aprire la finestra. E dobbiamo notarla tutti. Alla fine il più furbo è stato Turro, che s’è messo a dormire sul divano in salone senza disturbare nessuno. Il fatto, non era tanto perché era più furbo, quanto piuttosto perché dormiva. Ci divertiamo tutti a impersonificare creature onnipotenti, ma sul playbook c’era scritto che bisognava riposarsi il 7° giorno. Non il primo. Indi, Turro non poteva dormire. Gli altri in fondo si erano coricati e basta, e La Vale sarebbe andata a casa pochissimo dopo. Boris, accudendola un minimo, stava se non altro accusando segni di lucidità. Verso le 8, il piano si concretizza. L’uomo Kebab era ancora in branda, si pensa di condirlo con un po’ di uva e di affettati vari in modo da dare un senso estetico a quei ricci. Tovaglioli e un paio di forchette fanno il resto, mentre i Queen girano a palla nello stereo. Give me the prize… così impara a rompermi le scatole su “Highlander.” Provo a rilassarmi un minimo anche io, facendo vedere che almeno, nel caso di (ovvia) incazzatura, non bazzicavo nel luogo delle operazioni. I primi cedimenti “con grattatina” si verificano dopo un quarto d’ora, verso le 8.30 parte “I want it all” e tutti gli sceneggiatori si ritirano fuggendo dal salone. 5 Minuti, appare Turro furente e sguardo assassino, come se gli avessero fregato dei soldi da un saloon giocando a poker. Ricordo che se la cavarono tutti con poco o niente… mentre qualcuno ebbe la pessima idea di togliersi le scarpe. Anche se, per quella mattina, credo di essere stato il suo unico interlocutore. Telefono al Compagno, “la sua canottiera ha esalato la sua ultima fumata”. È stato un bel Capodanno. Non lo metto in dubbio. Mancava qualcosa. Eravamo rimasti solo i dormienti, lui e Axel, con le sue stampelle. Nick sarebbe tornato verso le 13, oramai avevo una faccia da obitorio… ah cazzo, giusto. I discorsi aulici e forbiti con Nick, quelli per cui ogni oratore ci darebbe il proscenio ma che, in sostanza, non penso freghino niente a nessuno, oltre al fatto (intrinseco) di non portare mai a nulla di concreto. Ci piace farli, perché ormai “c’est un habitué”. In secondo luogo, siamo abbastanza masochisti. Un po’ tutti, ma noi sugli altri. Quindi, non possiamo fare a meno di non farli. L’atmosfera era quella di un paesaggio padano invernale, con i campi all’orizzonte ancora prima dell’Adriatico. Noi soli in casa come degli eremiti, visto il casino del giorno precedente, e come sottofondo Jim Morrison e i Doors. “Fa atmosfera, non credi?”, sogghignando amaramente. Confermo.
Riders on the storm
Non sono totalmente convinto che, se Jim fosse vissuto 30 anni dopo, avrebbe espresso i suoi sentimenti con quella musica. L’organo di Manzarek è al giorno d’oggi giusto un cimelio da chiesa, e benché i testi siano –a mio parere- attualissimi, la gente forse li capirebbe fino a un certo punto, facendo l'esempio di Break on through. Interessante la teoria di Nick, comunque, riguardo ai Nirvana come copia Rock dei Doors, praticabile non fosse per il fatto che, a quei tempi, quello dei Doors ERA Rock. E non un derivato, come qualcuno ritiene, perché la psichedelia (anche se presente) rimane sempre un aspetto subordinato, e non fa certamente un genere a sé. Ditemi se questi non sono discorsi d’alta classe… beh, gli altri francamente li lascio perdere. Non per ragioni di tempo, ma perché erano oggettivamente (non soggettivamente) inutili. Spero solo di averlo aiutato quel giorno, ad occhio e croce ci è riuscito. E felicissimo per lui. Stavo dormendo in piedi come Furia, avrei preferito essere in coma etilico perché la giornata non aveva nient’altro da dichiarare. Due colpi alla batteria non esattamente né da Mitch Mitchell né da Mike Portnoy, mi accorgo che forse avrei dovuto anche prendere il treno. Visto che, con un’abile balla ai miei, ero riuscito a posticipare il mio arrivo. 2 ore di Metallo purissimo, dai Maiden ai Manowar ai Sonata ai System, per non svenire davanti alle 22enni in carriera che avevo di fronte. Come carriera, c’è sempre un posto davanti a casa mia. Arrivo stremato in stazione, l’autobus cigola come i calessi nei film di Murnau. Chiavi. “Buon anno gente, vi voglio bene.” Sarebbe la verità, ma mi scoccia anche un po’ dimostrarlo, visto che non fate che rompere mattina e sera. Mi accorgo, con la coda dell’occhio, di un ottimo potenziale “Detroit - Phoenix” alla tv. Non ce la faccio. Alle 23 sono in branda, dopo essere rimasto in piedi per una giornata e mezzo netta. A tutt’oggi, quest’anno non sono mai andato a letto prima. Non mi salva neanche Agatha Christie, allora è davvero finita. Grazie mille ragazzi.
Non ci voleva molto, ma credo che un Capodanno così non l’abbia veramente mai festeggiato. Chissà se riuscirò a divertirmi di più con il prossimo, toccando ferro e qualcos’altro. “Qui con la vita non si può mai dire”, però. La gente arriva quando sembra andata via, o nel mio caso parte per non farsi vedere per un pezzo. Vi posso sentire dentro tutte le canzoni che voglio, un po’ di metal per Buccio o Marco, del Progressive per Nick, qualcosa di acusticamente romantico per Fabio, Led Zeppelin o Kiss per Boris. O anche l’autore di cui sto citando gli ultimi versi. Alla gente pare che piaccia sentirsi vicina, ma in alcuni casi anche troppo… e poi, magari, si dimentica del mondo che gli gira attorno. Siccome mi hanno raccontato delle cose allucinanti, cerchiamo di fare in modo che il concetto di maturità non valga solo per la consegna di un pezzo di carta. Straccia. Chi vuole intendere intenda, spero solo che quest’estate ci divertiremo tutti come l’anno scorso. Visto che sono bloccato qui fra esami, spareggi per non retrocedere (e se non si vince oggi “siamo ufficialmente nei guai”… ma d’altronde ormai ogni partita è così) e serate-devasto, a meno che non vi muoviate voi non mi vedrete più per molto tempo.
Con la presente, auguro a tutti voi un buon proseguimento delle vostre vite, chi più chi meno. Tenete botta, sempre, come dice il buon Gabriel, perché dicono che ne valga la pena. Dicono. Poi, magari, qualcuno è anche tornato indietro per raccontarlo. E chi voleva farlo, qua a Bologna, si divide fra la Certosa e il Bar Sport. Apocalittico? No... Sunset Boulevard. 19 janvier Parentesi Personale.Apro una finestra veloce veloce, più che altro perchè mi sembrava giusto (di tanto in tanto) scrivere qualcosa di semi-serio e di conciso, poi torno mestamente a studiare quella che alcuni chiamano Cazzata immensa (storia del cinema), ma che io definisco volgarmente "360 pagine + appunti". Perchè, comunque, sono sempre 360 pagine. Più appunti. Quelli che aspettavano i resoconti della 2a parte del Capodanno e, volendo, anche della festa della Chiara dovranno attendere almeno un weekend, del resto se non fossero successe le cose che sono successe questa settimana in questo momento avrei gli occhi sotto la sapiente regia di Orson Welles. Nel corso della mia (dicono: breve) esistenza, mi sono fatto notare per le più disparate caratteristiche... certo, chi mi farà notare un'altra volta "quanto sei alto (!) (?)", avrà incisivi, canini e molari a portata di uppercut. In quanto alla timidezza, personalmente credo che potrei scrivere dei trattati. Credo anche di avere un discreto gruppo di amici, non so se ne meriterei di più o di meno, ma non me ne lamento sicuramente. Alcuni fra questi, cito ad esempio Aska (che mi rinfaccerà la semifinale persa fino ai prossimi mondiali) (se ci andiamo), Gabbo (che è già andato una quadrupla cifra di giorni di più in palestra del sottoscritto), e Matteo (perchè non mi vede più coinvolto come una volta nella vita sociale) (ma la vita sociale di un futuro Prete non è beneficenza, semmai una terrena Via Crucis), mi vedono come ottima persona, ma al tempo stesso come un cronico nullafacente. Dopo il giudizio dei miei non avevo forse bisogno di ulteriori conferme: sono uno a cui piace oziare, come il buon Corsi, tendente a una vita comoda di cui gli interessi sono e fanno la sua unica ragione. Non penso di essere l'unico, a dire la verità. Però il fatto che il giudizio sia più o meno unanime non lascia spazio a delle diverse considerazioni. "Sono un cazzone" (cit.), e fiero di esserlo. Cit. Ma perchè uno (se non nasce) diventa così? I motivi sono molteplici. A livello scolastico, molti tendono al minimo, giusto per passare l'anno successivo. Una persona, inoltre, più svaghi possiede in casa più tende a sperimentarli tutti. Magari, alcuni vedono i loro colleghi "sbattersi" dalla mattina alla sera, e per non diventare stakanovisti come loro (o, più semplicemente, per sentirsi diversi) fanno la metà di quello che potrebbero. A livello agonistico, certa gente si permette di fare degli allenamenti del cazzo sapendo di giocare 30', se non 35' la partita dopo. Il motore di tutto questo, però, è che per questi, di fare una gran fatica non ne vale la pena. Esperienza di vita? Forse. Io nella mia vita mi sono impegnato pochissime volte, ma quando l'ho fatto ci ho sempre dato l'anima. Non mi scorderò mai quella settimana di fuoco (eroico furore? eh eh... cit.) alla fine del giugno scorso, quando studiai 9-10 ore al giorno tutti i giorni, e non bastò ovviamente, perchè oramai tutti sanno della semifinale persa il 4 Luglio finendo di studiare italiano per il giorno dopo. Di quella storia, sapete anche il resto. Credo di non essermi mai incazzato tanto. Ricordo la semifinale regionale di un paio d'anni fa vs la Pallavicini a S.Lazzaro... dove ci sarebbe stato da lottare fino alla fine, se solo qualcuno in più ci avesse creduto. Perdemmo 55-43, punteggio scandalosamente basso, e sui quei 43 ne misi 10 (anche se con un osceno 2/7 ai liberi...), risultando il migliore dei nostri. Non servì neanche quello ovviamente, e la Pallavicini poi batté in finale Novellara di 30 punti. Non c'è nulla di peggio del 3° posto. Neanche il 4°. Adesso che finalmente sembra che con la Ponticella si sia ritrovata tranquillità e stabilità dopo l'ultima vittoria, c'è da annotare l'ultimo esempio, che forse è quello più doloroso. Ho perso gli ultimi 16 mesi di vita per una persona, accorgendomi troppo tardi che non gliene fregava niente. E quando dico persi, intendo bruciati. Discorsi, regali azzeccati, carezze, etc. Fortuna che si è fidanzata, così adesso non mi riguarda più. Anzi, complimenti sinceri a Marco, perchè è una bravissima persona. Molto più di altre. 3 esempi di volte in cui mi sono impegnato, 3 esempi in cui ho fallito. 100%, neanche fossi LarryLegend. Leggendo un mio vecchio diario delle medie, c'era una scritta di un amico: "Un'immagine vale più di 1000 parole. Ma un gestaccio vale più di una qualsiasi immagine." Il menefreghismo è bruttissimo, in compagnia e da usare in compagnia, però spesso in sè stessi di menefreghismo si vive. Adesso a parte studio e malanni vari non sto passando un brutto momento, quindi alla fine come vedete è anche utile. Ian Curtis, ennesima vittima musicale di quello straziante 1980, di vite andate a male era un'icona, e ne parlava apertamente grazie ai Joy Division. Questa la metto anche per Filo, che lui sì, di questa musica ci vive.
When the routine bites hard Why is the bedroom so cold Do you cry out in your sleep
Mi accontento di poco. Non di una ragazza, non di un gruppo foltissimo di amici come ho al mare. Mi basta una vittoria (specie se con 38 di febbre!) nello sport che amo, 5-6 persone con cui passare allegramente un sabato sera (più che 18-20, perchè secondo me ci si diverte di più così), una chitarra-basso dove improvvisare (stile be-bop di Charlie Parker), e una qualche uscita mattutina o pomeridiana, giusto per non studiare sempre. Mi sembra pochissimo. L'unica cosa, a cui tengo veramente tanto, sarebbe questa. Vorrei che qualcuno, in un futuro anche non immediato (anzi, molto prossimo!), mi ringraziasse per quello che ho fatto. Ho fatto pochino, lo ripeto. Ma se l'ho fatto, è stato per qualcuno. Sennò a quel punto sì, saremmo vicini al fallimento. Torno a Quarto Potere, forse è meglio. Il 4° esempio di impegno buttato al cesso è già in viaggio. Buon weekend a tutti... 11 janvier Capa Danno Pt.1Capodanno è stato uno dei momenti più invivibili che abbia mai vissuto. Mi sembrava che le foto scattate quella notte parlassero da sole, ma visto che l’argomento è già stato trattato da alcuni “bloggers” (ad esempio l’Ale e il buon Shaq), e visto che comunque l’unica cosa che sono capace di fare sarebbe scopiazzare le idee altrui, ho deciso di scriverci sopra qualcosa anche io. Un post doppio, perché ciò che in Romagna viene gergalmente definito “Dritto” è qualcosa che non ero ancora abituatissimo a fare. Figuriamoci a descrivere. Doppio, perché mi piace scrivere, e anche se la gente vorrebbe cose meno prolisse credo non sarei capace, e soprattutto non saprei rendere bene l’idea.
Dopo aver litigato con i miei per 3 giorni, riesco a prendere l’ultimo diretto disponibile verso Levante. A Ozzano viene a sedersi vicino a me un vecchio simpaticissimo quanto suonato, con i (pochi) denti corrosi dalle Marlboro e una voce che avrebbe fatto richiamare dalla tomba chiunque. “Beh ma… ma cosa stai facendo con una valigia in treno che oggi è il 31?” O qualcosa del genere, comunque stupitissimo e con un chiaro accento locale. “Beh, presumo la stessa cosa che sta facendo lei in questo momento..!” Affermerà di chiamarsi Edo, e di andare a Ravenna per mangiare “pese” con i suoi amici partigiani, tanto per fare le 5 di mattina. Frastornato arrivo a Cervia, ma alcune sono da scrivere. “Senza Mussolini non ci sarebbero stati i Comunisti!”, “Siamo tornati da 10 anni sotto dittatura!”, etc. Sulla seconda non so, ma sulla prima posso capire come mio nonno non sappia ancora cogliere la differenza di suono fra le doppie, o fra “gn“ o “ni”. Ad occhio e croce, non è colpa sua. Non era colpa sua. Ad attendermi in stazione c’è il Compagno, che si presta bene al racconto di quelle discussioni politiche, prima di capitolare su un film comico di infimo livello quale è “Porky College.” Traduzione dall’inglese: “Un duro per amico.” Ottimo –pensai- … se c’era bisogno di una conferma, anche per questa volta a quanto pare non avevo sbagliato treno. Il livello medesimo scade irreparabilmente con l’ingresso del Pompa, devio sul primo chiosco per uscire da casa. “Mi hanno detto… di quel professore, all’alberghiero…” il riferimento è all’episodio del prof che si veste con abiti attillati e d’altro sesso, apparso anche su reti nazionali come Mediaset. Il Compagno sciorina la storia senza perdersi un pezzo, raccontando anche le drammatiche ore passate con lui/lei in supplenza e scatenando risate e fantasia di chiunque fosse presente lì al momento. Figurati se si può perdere queste cose. Lui. Che era Fascista fino a 2 anni fa. Due O tre canti sotto il segno di S (che non è Superman), citazioni a raffica violenta come “Pinarella è come il Bronx” con annessi ricordi trevigiani, finché arriva l’ora di andare. In due ore, ero a posto per un mese. Anzi, trovatemi un altro coloured che si lamenta dei Senegalesi in Pineta.
Arriviamo finalmente alla magione, che Fabio e Marco avevano noleggiato per quella giornata. Devo dire che hanno fatto veramente un ottimo lavoro. Entro, accolto oramai di consuetudine come eroe della patria… vorrei sapere quale, ma sempre troppo buoni ragazzi, ancora una volta. Anche se per voi questo giro ci ho rimesso 50 sacchi, ma “chissenefrega”. In fondo, penso che sarei andato fuori Bologna a prescindere per Capodanno, se non altro giusto per togliere un minimo i miei dalla mia vista. Mi accorgo che sono uno degli ultimi, e Cira (il mio “nipote illegittimo”, cit.) mi mostra il frigo pieno di vini e alcolici, scelti apposta per me. Me ne compiaccio, ma non mi ubriaco più come tempo fa, se quello era il senso. Piuttosto, ispezionando la casa noto alcune cose interessanti. Ad esempio, un manico di scopa pronto da succhiare, o utilizzabile per altri giochini di stampo fallico. Esegue il maestro, professor Francesco Mesto. Oppure, cambiando totalmente genere, un simpatico ritratto di Padre Pio che sarà oggetto di blasfemie da Comunisti e Satanisti locali (vedi foto). Turro, da buon Kebabbaro, ci annuncia l’ora di cena. Stavo pensando che erano appena le 20, e che come minimo c’erano ancora 7 ore da passare con questi pazzi. Al massimo, saremmo andati avanti tutta la notte e non avremmo dormito se non il giorno dopo: barrate questa, e capirete come faccio ad avere le occhiaie anche adesso.
Per la cena non bastava il tavolo in mezzo alla sala, ma abbiamo dovuto ripiegare pure sul divano e, per appoggiare i piatti, persino sul ferro da stiro. In un certo senso, sembrava essere tornati alla mensa delle elementari. Hanno cucinato (benino) un po’ tutti, ma l’attenzione del popolo era rivolta al terrazzo, da dove si poteva osservare un torello con oggetto la scarpa di Pompa. Figurati se riesce a riprendersela da solo. Nel frattempo, dopo il discorso di Napolitano (seguito da pochi, anche se chi dice che sono le stesse cose ogni anno non spara una cazzata), era arrivato il mio collega universitario; tale Lorenzo “King of” Santi, attualmente impegnato nella facoltà di Ingegneria Meccanica a Forlì e possessore di una bellissima Lancia, prima che qualcuno ci buttasse sopra piada e prosciutto (“figa e lambròsc?” cit.), con l’aggiunta di qualche sputo (Fabio..?) e qualche bicchiere di Coca, nel tentativo di studiare la corrosione della materia. Solite paglie qua e là, mentre le coppie cominciavano a prendere possesso delle stanze più piccole, facendoci incazzare parecchio. Non tanto per il comportamento, perché ci sta eccome festeggiare il Capodanno con la propria fidanzata, ma si dovrebbe capire che in una casa con dentro 31 persone se in 4 occupano 2 stanze gli altri sono "leggermente" fottuti. No. “Romagnoli” (cit.) Nick se ne va per mete oscure (Cesenatico), mentre propongo a Santi un giro col macinino fino a Rimini. Risponde piccato, individuandomi come in parte responsabile degli atti vandalici verso il suo mezzo. “Sborat” (cit.). In breve non si hanno più notizie del Santo di Pietrelcina, e mi fracasso i punti bassi non accorgendomi di un’infame stenditoio posto nel terrazzo più piccolo, il che mi fa rantolare a terra per una mezz’ora. Frattanto, in salone avevano messo quella che molti considerano musica tranquilla, vale a dire i balli di gruppo, che rimpiazzavano Green Day e metal vario portato da Marco e Buccio. No Axel, tu e la Jessica non potete venire dentro. Prima datemi una pomata. Un manico di scopa, un preservativo. Non rotto. Chiamate il 118. L’892. Il 666. Qualcuno! “E via. A ballare.” (cit.) Grazie. Santi cava la macchina da altri guai possibili, mentre ci avvicinavamo al momento fatidico. Il mio primo pensiero, è che d’estate a quest’ora sarebbero andati a casa tutti. D’estate. Allora, i Senegalesi in pineta sono pericolosi..? Fabio o Marco, direbbero di certo non meno dei colleghi che non pagano l’affitto in tempo. Il secondo pensiero, troppo scontato, è che tanto non si sarebbe dormito. Casino della Madonna, dentro e fuori dall’appartamento, e quando la Giulia grida di gioia perché le viene concesso di fare le 4 mi giunge la conferma definitiva. Non che a me non vada bene, sono stufo di alzarmi alle 10 tutte le mattine e devo riprendere un po’ i ritmi pre-estivi, inoltre le misure drastiche sono spesso le più efficaci. Tra l’altro sono felicissimo per lei, perché se lo merita tutto. Aggiorno i presenti sull’ora, che rimane sempre sintonizzata sulla campanella del Galvani. I ricordi mi perseguitano. Come se non bastasse, sempre in merito a quel 4 Luglio, non solo per l’America ma adesso anche per Noi (e soprattutto per me!) Fantastico e Maledetto, intoniamo i White Stripes. Se bisognava ringraziare ancora qualcuno per il lavoro che ha fatto, la palma di Mvp dell’anno la dedico a quello che ci ha fatto vincere i Mondiali. Grazie, Fabio. Caressa.
(dal sito della Ternana) GOOOOOOLLL!!!! GOOOOOOOOLLLLL!!!! GOOOOLLL!!! GROSSOOO!!! GROSSO!! GROOOL!!! GOL DI GROSSOOO! GOL DI GROSSOO! GROL DI GROSSOO!! MANCA UN MINUTOO!! MANCA UN MINUTOO! GOL DI GROSSO!! GOL DI GROSSO!! GOL DI GROSSO!! INCREDIBILEEE! INCREDIBILE!! SIAMO SOPRA E MANCA UN MINUTOOO! SIAMO SOPRA E MANCA UN MINUTO! GOL DI GROSSO!...
CANNAVAROO!!! CANNAVAROOOOO!!! CANNAVAROOO!!!!! via il contropiede per Totti... dentro il pallone per Gilardino... Gilardino la può tenere anche vicino alla bandierina... cerca l'uno contro uno... Gilardino... dentro Del Pierooo Del Pierooo... GOOOOLLLL!!!! ALEEEXX.... DEL PIEEEROOOO!!!!! ..... CHIUDETE LE VALIGEEE... ANDIAMO A BERLINOOO ANDIAMO A BERLINOOO ANDIAMO A PRENDERCI LA COPPAA ANDIAMO A BERLINOOOOOO!!!!!!!!!!!!…
(da un blog) "E allora diciamolo tutti insieme!! Quattro volte: siamo campioni del Mondo! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! Abbracciamoci forte, e vogliamoci tanto bene! Vogliamoci tanto bene...perchè abbiamo vinto tutti stasera! Abbiamo vinto tutti..." [...] Ci prendiamo la coppa, Beppe!!! * *Guardate dove siete, perché non ve lo dimenticherete mai! Guardate con chi siete, perché non ve lo dimenticherete mai! * *Alza la coppa, capitano! Alzala alta al cielo, capitano, perché questa è la coppa di tutti gli italiani!!! Perché oggi grazie a voi abbiamo vinto tutti!! Alzala alta perché oggi è più bello essere italiani!!! Alzala alta capitano!!!
Nick torna appena in tempo dalla selva oscura, facendo la figura dell'eroe. 10-9-8-7-6-5-4-3-2-1… ... ...Boris!!!! Niente, Boris non sa neanche stappare una bottiglia. Amen, veramente. Mi dispiace che il 2006 sia volato così. In fondo, è stato simpatico. La qualità dello spumante è discreta. Brindo con quello in mano, se non altro perché lo so usare meglio di altri. In fondo me lo merito. Auguri di buon anno allora… “A sperem” (cit.). Prima le donne. Poi i vecchi (Santi), e poi i bambini. Senza offesa ovviamente, è un fatto anagrafico! Capodanno in Romagna. Rimane qualcosa che non ho fatto nella mia vita? Ah, in effetti. Però dai, c’è tempo…
Alla prossima, con la seconda parte di questo mattone. Ringraziando i miei 25 lettori.
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